Mercoledì, 21 Aprile 2021
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IL CASO

Vendono opere sacre a nome del parroco di Villapiana: non ho autorizzato nessuno

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Don Nicola De Luca è intervenuto personalmente, per mettere al riparo i suoi fedeli da eventuali truffe

Ignoti vendono opere sacre a nome del parroco. Ma all'insaputa dello stesso prelato. Che precisa. "Stanno girando per le contrade della nostra cittadina due uomini con una Cinquecento X o L di colore scuro, a mio nome per ricavare offerte con quadri o immagini sacre. Sappiate che non ho autorizzato nessuno a questo fine". Lo ha detto con chiarezza, il sacerdote della parrocchia “Sacra Famiglia” del Lido, don Nicola De Luca. Che ha invitato a "non aprire a nessuno e segnalare la truffa alle Forze dell’Ordine". Anche perché con la scusa di avere in mano e con se, oggetti religiosi, potrebbero ricevere facilmente il benvenuto da parte dei padroni di casa, e una volta entrati all'interno della dimora, si potrebbero trovare di fronte il classico ladro che fa breccia di ogni cosa. Da qui la decisione di don Nicola di intervenire personalmente, per mettere al riparo i suoi fedeli da eventuali truffe. Anche perché il parroco che vive nella vicina Trebisacce, è molto amato in paese, grazie sl contatto familiare che è riuscito a creare con i suoi parrocchiani, e grazie al suo buon nome, il raggiro sarebbe cosa fatta. È utile rimarcare, che neppure la Diocesi di Cassano e il suo Vescovo Francesco Savino, ha dato alcuna autorizzazione, a persone di girare in nome e per conto dell'Ente ecclesiastico. Siamo di fronte quindi, ad un vero e proprio stratagemma messo in atto da qualcuno per ingannare la gente. E a conferma di ciò, c'è il posto scelto per agire: non il centro abitato, bensì le zone rurali spesso isolate, dove vivono anziani e persone sole e dove, è più facile compiere la truffa, incassare la somma pattuita e scappare. In questi tempi di pandemia con totale gente ammalata e bisognosa, è cosa buona e giusta aiutare il prossimo, ma si può e si deve fare, attraverso i canali ufficiali della Diocesi, la Caritas diocesana, il Banco alimentare, o direttamente nella propria Chiesa, rivolgendosi direttamente al sacerdote. Solo così si rende felici il Signore, e anche se stessi. Al bando, altri pseudo aiuti, che magari vanno ad arricchire persone di poca fede e falsa testimonianza, e lontani e distanti dalla Croce.

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