Venerdì, 23 Luglio 2021
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SQUADRA MOBILE

Cosenza, atti persecutori ai danni dell'ex compagna: il giudice gli impone il divieto di avvicinamento

Nel pomeriggio del 12 giugno 2021, la Squadra Mobile di Cosenza ha dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e dal compagno convivente e, in particolare, al luogo ove gli stessi dimorano nonché a quello dove svolgono la loro attività lavorativa con l’ulteriore divieto di non comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, emessa su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Mario Spagnuolo, a carico di un 34 enne, di Cosenza, già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del delitto di cui all’art 612 bis (atti persecutori) ai danni della ex compagna.

Le indagini hanno permesso di dimostrare che l’uomo, già rinviato a giudizio per il reato di maltrattamenti in famiglia sempre ai danni della ex compagna dalla quale è separato, continuava a rivolgerle ripetuti e numerosi messaggi di minacce di morte. Inoltre, dopo aver saputo che la donna aspettava un figlio dal nuovo compagno, la tempestava di sms in tutte le ore del giorno, divenendo nei confronti della stessa e del suo nuovo compagno così incisivo e violento al punto da ingenerare negli stessi un fondato timore per la loro incolumità. Lo stalker andava oltre tentando anche di obbligare la malcapitata a ritirare le denunce da lei presentate nei suoi confronti, facendole intendere chiaramente che se non avesse ceduto, non si sarebbe dovuta meravigliare di qualche danno all’autovettura o se “qualcuno l’avesse presa a calci nella pancia”. La vittima, seppur fortemente terrorizzata, rimaneva ferma nelle sue decisioni e non si faceva intimorire confidando nella Legge.

L’esperienza del personale della terza sezione “Reati contro la persona, reati contro i minori e reati sessuali” della Squadra Mobile ha consentito agli investigatori di aiutare il nucleo familiare a superare le paure che lo attanagliavano, tanto che raccontavano le violenze subite, facendo sì che si potesse intervenire con tempestività e determinazione nella vicenda, individuando e raccogliendo tutti gli elementi a carico del cosentino, che, rassegnati alla competente autorità giudiziaria, hanno consentito l’emissione in brevissimo tempo della misura cautelare in argomento.

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