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Cimitero internazionale dei Migranti di Tarsia, promossa una raccolta fondi

L’idea è stata lanciata dal leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, per ultimare un'opera iniziata nel dicembre 2018. Sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi
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Per ultimare i lavori del Cimitero internazionale dei Migranti, in fase di realizzazione a Tarsia, in Calabria, sta per partire, in Italia e nel mondo, una raccolta fondi. L’idea è stata lanciata dal leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della grande opera umanitaria, e subito accolta e sostenuta dal sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, che ha già provveduto, con gli uffici comunali, ad aprire il conto corrente presso la filiale della banca locale, le cui coordinate bancarie saranno, a breve, rese note dal comune di Tarsia, nel corso di un incontro con la stampa, alla presenza del primo cittadino e dello stesso Corbelli.

Il leader di Diritti Civili informa che sarà lui ad aprire il conto corrente con un suo contributo personale. “Per superare l’impasse, la solita burocrazia, la stessa politica e riprendere e ultimare i lavori della grande opera umanitaria ho, un mese fa, chiesto al sindaco di Tarsia di promuovere una sottoscrizione popolare per la raccolta fondi. Dobbiamo assolutamente riprendere i lavori e ultimare il Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria legata alla tragedia dell’immigrazione. Un'opera monumentale conosciuta e apprezzata dal Vaticano e in tutto il mondo. Una cosa è certa: il Cimitero dei Migranti non sarà assolutamente un’opera incompiuta! Ho dedicato gli ultimi 8 anni a questa grande opera e la porterò presto, insieme al sindaco e al Comune di Tarsia, a compimento. Sarò naturalmente io ad aprire il conto per la raccolta fondi con un mio contributo personale - afferma Corbelli -. Ricordo che i lavori del Cimitero dei Migranti sono iniziati il 23 dicembre 2018. E’ stato aperto il cantiere grazie al primo finanziamento della Regione, concesso dall’allora Presidente Mario Oliverio, di circa 250mila euro. Purtroppo la burocrazia e la pandemia hanno poi bloccato l’opera. Il secondo finanziamento, già previsto, della Regione di oltre 500mila euro non arriva e per questo ho chiesto, un mese fa, al sindaco Ameruso di procedere noi da soli con una raccolta fondi per ultimare la grande opera, per la cui realizzazione lotto ininterrottamente da oltre 7 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013".

"Il Cimitero dei Migranti, prima e unica opera del genere in Europa e nel mondo, darà dignità alla morte, alle vittime dei tragici naufragi (che purtroppo continuano, anche se non se ne parla più) e cancellerà così, definitivamente, la disumanità di quei corpi (uomini, donne e bambini), quasi tutti senza volto e senza nome, seppelliti, con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri che di fatto ne cancellano così per sempre ogni ricordo e ogni riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera. Il Cimitero dei Migranti - continua il leader di Diritti Civili - che sarà intitolato al bambino siriano Aylan Kurdi, sorgerà su un’area complessiva di quasi 30mila metri quadri, su una collinetta della pace, immersa tra ulivi secolari (che resteranno intatti), in un posto suggestivo e di grande valore simbolico, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte ebraico, di Tarsia e a poca distanza dal più grande Campo di Concentramento fascista d’Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, luogo, durante la seconda guerra mondiale, di prigionia ma anche di umanità e di rispetto della dignità umana, dove nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza. Per questo motivo è stato scelto questo luogo fortemente simbolico".

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