Martedì, 17 Maggio 2022
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Amantea, sospeso lo sgombero di un edificio confiscato all'imprenditore Samà
IL CASO

Amantea, sospeso lo sgombero di un edificio confiscato all'imprenditore Samà

Lo ha disposto la Corte di Appello di Salerno, accogliendo la domanda degli avvocati difensori

La Corte d’appello di Salerno ha sospeso un’ordinanza di sgombero di un immobile confiscato all’imprenditore Carlo Samà, di Amantea (Cosenza) e poi assegnato all’Agenzia del demanio. Samà è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, perché ritenuto imprenditore di riferimento, quale titolare di un’azienda di smaltimento dei rifiuti, di una cosca mafiosa della costa tirrenica.

I beni confiscati e assegnati all'Agenzia del demanio

In seguito, nel 2013 è stato avviato un giudizio di prevenzione conclusosi con la confisca di tutti i beni immobili e mobili a lui riconducibili. Il provvedimento del Tribunale Misure di Prevenzione di Cosenza, è stato poi confermato sia dalla Corte di Appello che, successivamente, nel 2015, dalla Corte di Cassazione. Per tali ragioni il decreto di confisca è diventato definitivo ed i beni immobili confiscati assegnati all’Agenzia del demanio per essere destinati alle finalità pubbliche, così come previsto dal codice antimafia. Da qui un’ordinanza di sgombero la cui esecuzione era stata fissata per il prossimo 5 luglio. Nelle more era pendente davanti alla Corte di Appello di Salerno un’istanza di revoca della confisca di un fabbricato adibito a civile abitazione, di cui risultavano proprietari Samà e la moglie. La domanda dei difensori fonda le proprie ragioni su alcuni fatti emersi dopo ai processi di merito e legittimità che disposero la confisca. In particolare si tratta delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che ha indicato Samà quale vittima di richieste estorsive e come colui il quale aveva sempre pagato quanto impostogli, e di documentazioni tecniche che avrebbero prospettato uno scenario diverso da quello prefigurato nei decreti di confisca.

La richiesta di sospensione dell'esecuzione

Su questi presupposti i difensori di Samà e della moglie, gli avvocati Francesco Gambardella e Paolo Troisi, hanno chiesto in via d’urgenza, la sospensione dell’esecuzione, per evitare che un eventuale sgombero dell’immobile potesse rendere irreversibile il danno nei confronti degli interessati, pur in presenza di elementi che legittimavano un’aspettativa diversa all’esito dell’instaurato giudizio di revisione. La Corte di Appello di Salerno, accogliendo la domanda difensiva, ha disposto la sospensione dell’esecuzione dello sgombero, ravvisando la sussistenza di quelli che vengono definiti il fumus ed il periculum del danno irreparabile ove fosse stata data esecuzione allo sgombero. Allo stesso tempo hanno fissato un’udienza per la trattazione del giudizio di merito. Con tale ordinanza il giudice di Salerno non è entrato nel merito, nel senso che non ha valutato la nuova prova posta sostegno della richiesta di revoca della confisca, ma, ritenendo ammissibile la domanda, ha ravvisato gli estremi per una sospensione di urgenza dell’esecuzione dello sgombero. (ANSA).

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook