Mercoledì, 29 Settembre 2021
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IL CASO

Paola, le minacce a Bruni intercettate: “Non preoccuparti ché non c’è scorta che tenga”

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Da quando dirige la procura di Paola  ha indagato su decine di amministratori locali e messo il naso pure su una presunta loggia massonica deviata attiva tra Belvedere e Scalea
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Pierpaolo Bruni

Pierpaolo Bruni è un magistrato "scomodo". Da quando dirige la procura di Paola  ha indagato su decine di amministratori locali e messo il naso pure su una presunta loggia massonica deviata attiva tra Belvedere e Scalea. E proprio da un imprenditore finito nel mirino dei carabinieri per l'ipotizzata violazione della Legge Anselmi che vieta la costituzione di logge "coperte" che arrivano parole di fuoco contro il magistrato inquirente.

«Quel pezzo di m... vuole arrestare tutti i politici del Tirreno cosentino» il sospettato parla con un altro indagato arrivando a discutere di un presunto piano per delegittimare il magistrato fino a far arrivare un esposto al Consiglio superiore della magistratura e farlo così trasferire per levarselo dai piedi.
Ma la conversazione non finisce qui. Infatti, i due continuano a discutere e fanno riferimento a circostanze che riguardano l’incolumità del procuratore. I due sembrano a conoscenza di subdoli progetti per far fuori il magistrato. Lo si intuisce da alcune frasi che per gli inquirenti sono risultate inquietanti. «Scorta o non scorta... non preoccuparti che non c’è scorta che tiene»: è la sintesi di uno scambio di battute. Da anni il procuratore capo di Paola vive sotto scorta e, in passato, le cosche del Crotonese stavano preparando degli attentati per eliminarlo. Le conversazioni intercettate sono state trasmesse alla procura di Salerno che si occupa delle vicende che vedono come parti offese i magistrati in servizio nel distretto di Catanzaro.

M5S: interrogheremo il Governo

«Interrogheremo il Governo sul contenuto di un’intercettazione da cui emerge un piano di due indagati eccellenti, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Paola sulla massoneria deviata, che a quanto pare si stavano organizzando per allontanare il procuratore Pierpaolo Bruni tramite imprecisate iniziative presso il Consiglio superiore della magistratura». Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Paolo Parentela e Giuseppe d’Ippolito. "Confermiamo la nostra massima solidarietà e vicinanza - proseguono Parentela e d’Ippolito - al procuratore di Paola, che sta coordinando inchieste della massima importanza, le quali hanno consentito di accertare stretti e pericolosi intrecci tra ambienti massonici e criminalità organizzata. Il procuratore Bruni è sempre stato coraggioso e rigoroso, svolgendo il suo ruolo con grande professionalità e determinazione. A nessuno consentiremo di allontanarlo, per cui su questa vicenda andremo sino in fondo». "In Calabria - concludono i due parlamentari del M5s - le Procure stanno facendo saltare un ampio sistema di potere che, per quanto venuto fuori da numerose inchieste, ha peraltro forti collegamenti con pezzi della politica. I calabresi non possono più subire ingiustizie e trame d’affari che provocano povertà, emigrazione e carenza di diritti».

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