Domenica, 25 Luglio 2021
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L'INTERROGATORIO

Inchiesta “Mayor”, il sindaco di Trebisacce Mundo martedì davanti al gip

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Ieri mattina sono stati sentiti i due impiegati comunali. Calvosa si è avvalso della facoltà di non rispondere
Franco Mundo, Cosenza, Cronaca
Il sindaco di Trebisacce Franco Mundo

Si terrà martedì prossimo l’interrogatorio di garanzia del sindaco di Trebisacce Franco Mundo finito agli arresti domiciliari nell’operazione “Mayor” scattata all’alba di martedì. Il suo collegio difensivo, composto dagli avvocati Michele Donadio e Franz Caruso, secondo quanto emerso, dopo l’interrogatorio di martedì presenterà anche ricorso al Tribunale della Libertà di Catanzaro. Quello del sindaco Mundo completerà il ciclo delle escussioni: ieri mattina, invece, si sono tenuti gli interrogatori di garanzia degli altri due dipendenti comunali dell’Ente Alto jonico finiti nell’inchiesta insieme al sindaco Mundo. Michele Calvosa (difeso dagli avvocati Andrea Bonifati e Salvatore Di Marco) si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre Antonio Tufaro (difeso dall’avvocato Gennaro Tufaro) avrebbe reso una serie di dichiarazioni attualmente al vaglio degli inquirenti.

L’inchiesta “Mayor” (che in inglese significa “il sindaco”) – condotta dal sostituto procuratore di Castrovillari, Luca Primicerio – e che ha portato agli arresti domiciliari il primo cittadino di Trebisacce Franco Mundo, 60enne, e all’interdizione dal pubblico ufficio di due dipendenti dello stesso comune, Antonio Tufaro 51enne, e Michele Calvosa 48enne, rispettivamente per tre e sei mesi. Misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Castrovillari, Simone Falerno. Dalle indagini della Guardia di Finanza di Sibari – guidate dal colonnello Giuseppe Maniglio – è emerso che Mundo, candidato nella lista "Io resto in Calabria" a sostegno di Pippo Callipo presidente, avrebbe messo in atto un disegno criminoso per arrivare alla sua elezione nel consiglio regionale alle elezioni del gennaio 2020 falsificando firme e organizzando un fittizio ricorso al Tar basato su dichiarazioni poi ritenute mendaci.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza

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