Lunedì, 27 Settembre 2021
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IL CASO

Cosenza, la resa della sanità: pazienti respinti al pronto soccorso

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Il calvario di un medico che aspetta da un anno un intervento chirurgico alla prostata. Guccione (Pd) chiede un’inchiesta della magistratura e l’intervento del ministro Speranza
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L’ingresso del pronto soccorso all’Annunziata di Cosenza

Non è facile capire cosa scorra nelle vene e nei pensieri di un sistema salute capace di declinare solo il verbo economico e che ignora quello dell’assistenza dovuta ai cittadini. Il commissario dell’Asp, Vincenzo La Regina, sta provando a rimettere ordine tra i tanti problemi sparsi come il seme buono in ogni settore aziendale. Dagli ospedali ridotti alla canna del gas e senza personale al mistero dell’elisoccorso sparito dal 6 agosto. Ma in queste ore esplode la vergogna dell’assistenza negata sulla quale il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, ha già sollecitato un’inchiesta della magistratura e l’intervento del ministro della Salute, Roberto Speranza. Da giorni succede che le le porte del Pronto soccorso dell’“Annunziata” (e qui l’attenzione, però, si sposta sull’altra azienda, quella ospedaliera, guidata da un altro commissario, Isabella Mastrobuoni, ente che ha dimensioni ridotte rispetto a quello territoriale ma vive problemi identici), a causa della mancanza di personale, (si aprono solo davanti ai pazienti in codice rosso. Tutti gli altri vengono respinti per ordine dell’attuale dirigente facente funzioni. Accade spesso. È successo a una donna arrivata con tibia e perone fratturati in seguito a una caduta. La nuora lamenta che i sanitari non hanno neppure aperto la scheda e, dunque, «come si fa a stabilire la gravità del problema». Morale: la poveretta è stata costretta a spostarsi a Paola dove ha ricevuto le cure del caso ed è stata, ovviamente, ricoverata.

Il covid uccide una 44enne di Morano

Nel frattempo, in due giorni il Covid ha ucciso altre 3 persone in ospedale. Tre morti in 48 ore confermano la ferocia di un morbo che non s’è arreso ai vaccini, che continua a segnare la crudele rotta del destino, un lievito amaro per la nostra fragile umanità. L’ultima vittima è una giovane donna di Morano. Era stata ricoverata il 29 luglio ma il suo quadro clinico non è migliorato. Dopo qualche giorno è stata trasferita in Rianimazione dove la sera di Ferragosto, intorno alle 20.45, all’età di 44 anni, si è definitivamente arresa al Covid. Anche marito e figli sono positivi.

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