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Il processo per la morte di Denis Bergamini: chiamati a deporre anche quattro boss

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Al via in Assise il processo per far luce sulla morte del calciatore avvenuta nel novembre del 1989. Deporranno 200 testimoni. Presente in aula l’ex fidanzata Isabella Internò imputata di concorso in omicidio
Cosenza, Cronaca

Il calciatore... suicidato. Duecento testimoni chiamati a deporre. E, tra questi, quattro collaboratori di giustizia: Franco Pino, Franco Garofalo, Peppino Vitelli e Nicola Belmonte. Gli ex boss affolleranno la scena giudiziaria insieme con investigatori, allenatori ed ex calciatori conosciuti e meno conosciuti. Dovranno deporre, tra gli altri, Gianni Di Marzio e Michele Padovano. Quegli anni lontani verranno ripercorsi dal punto di vista sportivo ma pure criminale per tentare di far luce sulla morte di Denis Bergamini, trovato cadavere sulla Statale 106 ionica nel novembre di 32 anni fa. A giudizio, per concorso in omicidio, l’ex fidanzata dell’atleta, Isabella Internò, che era presente ieri alla prima udienza del processo. Nel 1989, il decesso del centrocampista del Cosenza Calcio, venne classificato e archiviato dai magistrati inquirenti di Castrovillari come suicidio. Sulla base delle dichiarazioni rese dalla Internò, infatti, venne accolta la tesi che il trentaduenne si fosse tolto la vita lanciandosi sotto un camion, condotto da un autista di Rosarno, Raffaele Pisano, che procedeva quella sera in direzione sud. La famiglia, però, non ha mai creduto alla ipotesi del gesto autodistruttivo dell’atleta, ritenendo che il congiunto fosse stato ucciso e che, per nascondere la consumazione del delitto, fosse stata messa in piedi una messinscena. La procura di Castrovillari ha riaperto il caso, una prima volta negli anni scorsi, concludendo però con una nuova archiviazione e, successivamente, sempre su sollecitazione dei familiari di Bergamini, una seconda volta giungendo alla conclusione che il centrocampista fosse stato in effetti assassinato.

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