Giovedì, 30 Giugno 2022
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CERIMONIA

Cosenza, Tartaglia ricorda Cosmai e Salsone: "Sono eroi da non dimenticare"

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I due ex direttori del carcere furono uccisi dalla 'ndrangheta nel 1985 e 1986

Il direttore del carcere di Cosenza, Sergio Cosmai, è stato ricordato oggi dal vicecapo del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenzaria) Roberto Tartaglia, già magistrato di punta della Dda di Palermo, nel corso di una cerimonia svoltasi nel carcere bruzio. «Sulla storia e il sacrificio del direttore Cosma - ha detto Tartaglia - si fonda l’orgoglio dell’amministrazione penitenziaria italiana. Il suo esempio e il ricordo della sua correttezza professionale ci aiutano nei momenti difficili del nostro lavoro. Ogni volta - ha aggiunto il magistrato - che in occasione di emergenze ho potuto chiedere al personale di compiere uno sforzo maggiore l’ho fatto sapendo di avere alle spalle storie come quella di Sergio Cosmai e di Filippo Salsone. Anche questo maresciallo capo è un eroe che appartiene a questo istituto».
Filippo Salsone venne ucciso un anno dopo il direttore, nella Locride, per ordine delle cosche della ‘'ndrangheta cosentina.

«Cosmai e Salsone - ha sottolineato Tartaglia - sono eroi della rieducazione e del rispetto delle regole. Sono molto emozionato mentre parlo di loro perché queste due persone rappresentano la colonna vertebrale della Amministrazione penitenziaria».
Con Tartaglia c'erano il direttore generale per i detenuti e il trattamento, Gianfranco De Gesu, e la direttrice del penitenziario cosentino, Maria Luisa Mendicino. Al calabrese De Gesu e alla sua costante, silenziosa e determinante opera, si devono molte delle iniziative assunte in questi trentasette anni per ricordare e mantenere viva la memoria di Cosmai e di Salsone ammazzati il primo a Cosenza nel 1985 e l'altro nella Locride nel 1986 per ordine delle cosche della Calabria settentrionale.
Entrambi lavorarono insieme nel capoluogo bruzio pagando con la vita la loro dedizione assoluta al lavoro e al rispetto delle regole in un'area nella quale, in precedenza, il carcere era stato un mondo privo di regole, nel quale boss e picciotti facevano quel che volevano. Uccidevano, minacciavano, compivano riti di affiliazione, ricevevano "visite" non autorizzate, mandavano ordini all'esterno. «Cosmai e Salsone - ha detto Roberto Tartaglia - sono due eroi che non dobbiamo dimenticare».

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