Martedì, 05 Luglio 2022
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LA COMUNICAZIONE

La donna uccisa con il compagno: “Siamo a Villapiana!”

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Hanene Handli, al telefono, è riuscita a comunicare a una parente dove si trovava con Maurizio Scorza al momento dell’agguato

Le ultime parole. E poi gli spari. Hanene Handli 38 anni, stava parlando con una parente del compagno, Maurizio Scorza, 57, quando è stata assassinata. «Siamo a Villapiana!» ha esclamato prima di mettersi a urlare. I sicari per tapparle la bocca le hanno sparato contro 12 colpi di pistola calibro 9 per 21. La furia omicida, l’accanimento mostrato contro la donna, sarebbero dovuti proprio al fatto che stava parlando al telefonino. Gli esecutori se ne sono accorti e lasciato Scorza ormai colpito alla testa e senza vita, si sono rapidamente e crudelmente concentrati su di lei. Erano da poco passate le 18 di lunedì 4 aprile.
I cadaveri delle vittime sono stati ritrovati dai carabinieri due ore dopo non a Villapiana ma nell’area collinare di Cammarata, in territorio di Castrovillari. Il corpo di Scorza era all’interno del bagagliaio del Mercedes su cui la coppia solitamente viaggiava e quello della Handli rannicchiato nel piccolo spazio compreso tra il sedile anteriore destro e il cruscotto della berlina. Sotto le gambe della donna, i carabinieri hanno ritrovato vivo e tremante il cane di piccola taglia dal quale la trentottenne non si separava mai. Se, dunque, negli ultimi attimi di vita la tunisina ha detto alla parente che lei e il compagno si trovavano a «Villapiana», significa che la vettura con i corpi è stata spostata subito dopo la esecuzione del crimine verso una zona diversa probabilmente per depistare le indagini. D’altronde, che la coppia non fosse stata assassinata nel punto ove è stata rinvenuta l’auto emergeva con assoluta chiarezza già dalle prime indagini grazie a due indiscutibili circostanze: non c’erano tracce di sangue vicino il Mercedes, né bossoli calibro 9. Scorza è stato infatti ucciso certamente mentre si trovava fuori dal veicolo, finito con un colpo alla testa e poi caricato di peso nel bagagliaio. Lo spostamento del cadavere con una ferita al cranio lascia senza ombra di dubbio una scia di liquido ematico che a Cammarata non è stata riscontrata.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud -Calabria

 

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