Mercoledì, 06 Luglio 2022
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L'INCHIESTA

Diplomificio a Vibo, chiusa l'indagine sul presunto giro di corruzione

diplomificio Vibo, Cosenza, Cronaca
La sede dell’Accademia di Belle arti Fidia con sede a Stefanaconi finita nell'inchiesta Diacono

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha chiuso l’indagine «Diacono» su un presunto giro di corruzione per ottenere diplomi. Al centro dell’attività condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore Camillo Falvo, l’accademia «Fidia» con sede a Stefanaconi.
L'avviso di conclusione indagini ha riguardato 72 persone (una è deceduta subito dopo  la chiusura delle indagini preliminari) e tra queste figurano il dirigente del ministero dell’Istruzione Maurizio Piscitelli, di 56 anni di Casalnuovo di Napoli che all’epoca dei fatti contestati dall’inchiesta condotta sul campo dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo si occupava del controllo e dell’ispezione degli istituti di formazione accreditati dal ministero. Presenti nel provvedimento anche i nomi del preside e fondatore dell’istituto vibonese, Michele Licata, i figli Davide, Jgor e Dimitri Licata, la nipote Michela, la nuora Rossella Marzano.
Secondo gli investigatori si sarebbe messo in moto un vasto giro di corruzione che avrebbe portato, in cambio di denaro e di  altre utilità, a falsi diplomi con i quali i beneficiari partecipavano a concorsi pubblici con la finalità di un’assunzione nelle scuole. Un sistema scoperto dagli inquirenti che nel marzo del 2021 aveva portato all’arresto di dieci persone accusate in concorso tra di loro e a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e autoriciclaggio. Tra gli indagati figura la dirigente scolastica Maria Rita Calvosa, già direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.
I diplomi e i master fittizi sarebbero stati ottenuti, sempre secondo la prospettazione della Procura, senza mai frequentare i corsi; l’altro elemento emerso in fase di indagine riguarda la presunta commistione tra chi doveva controllare e che invece è diventato complice del «sistema» generando corruzione e ingenti guadagni.

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