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Terme Luigiane, il Piano della Regione non convince

Acquappesa e Guardia Piemontese attendono la decisione di Sateca per il 29 giugno. Tanti i dubbi dei lavoratori

I Comuni rischiano di uscire impoveriti dalla lunga e deleteria vicenda che si trascina insoluta da due anni sulle Terme Luigiane. Non è chiaro il piano di salvataggio della Regione. E come possa concretizzarsi. Dubbi e perplessità che la minoranza consiliare di Acquappesa porta alla luce, mentre i lavoratori ancora attendono lumi sul futuro. Qualunque sia la decisione di Sateca il 29 giugno, le domande sono tante. Il gruppo Cambiamenti si chiede se la Regione, per realizzare la rete unica Calabrese delle Terme, acquisterà e gestirà, mediante proprio partner, solo le proprietà dell'attuale gestore o anche la proprietà del Comune ovvero lo stabilimento San Francesco.
«Se così fosse – spiega l’opposizione – alla base di tale operazione dovrebbe esserci la revoca della concessione ai Comuni, con avocazione della stessa in capo alla regione. Perché è l’unico modo per poter approvvigionarsi le acque che gli serviranno per gestire i beni attraverso i quali sfruttare le acque. La revoca però presuppone delle motivazioni precise e circostanziate. Avverrebbe per inadempimento alla concessione? Sarebbe un problema perché fornirebbe una conferma a chi è nelle condizioni di chiedere un bel risarcimento per danni. Aprirebbe di conseguenza la possibilità di un contenzioso tra comuni e regione».

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