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L'allarme (ri)lanciato da Cosenza: “La mancanza di risorse lascia spazio agli usurai”

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Sanità privata in crisi profonda. E, sullo sfondo, l’ombra sinistra dell’usura. La graduale mancanza di liquidità, la tassazione incombente, l’obbligo del pagamento dei servizi energici a prezzi ormai stratosferici, rischiano di mandare in tilt una intera filiera, lasciando senza lavoro migliaia di dipendenti. L’allarme - per nulla ingiustificato - giunge dall’avvocato Giancarlo Greco, presidente regionale di Unimpresa per il comparto sanità e welfare e vice presidente nazionale dell’associazione datoriale. Il manager descrive una situazione preoccupante che investe decine di aziende.

Avvocato Greco cosa sta accadendo e quali sono le prospettive per la sanità privata?

Le prospettive appaiono disastrose: ci troviamo davanti ad aumenti vertiginosi dei costi energetici e con gli introiti invece bloccati. Nel Paese corriamo il rischio che possano andare perduti 350.000 posti di lavoro e in Calabria ben 20.000. Parlo di personale direttamente dipendente dalle aziende sanitarie di settore. E non calcolo l’indotto.

E cosa proponete come Unimpresa, quali possono essere le soluzioni?

Noi non chiediamo l’elemosina, ma spingiamo affinché possa essere riconosciuto un credito d’imposta pari all’aumento del costo dell’energia. Il calcolo va fatto tenendo come parametro utile i costi sostenuti dalle aziende nel 2019.

Leggi l'intervista completa sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza

© Riproduzione riservata

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