Giovedì, 09 Febbraio 2023
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AUTONOMIA

Corigliano Rossano, raccolta di firme contro la fusione. Si lavora a un nuovo referendum

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Critiche sul Comune unico: lo Statuto è ancora in alto mare

Il comitato antifusione, dopo gli incontri tenuti nell’area urbana di Corigliano, dove è nato il sodalizio di ritorno ai due comuni autonomi, è sbarcato, con il suo principale esponente, l’architetto Mario Gallina, accolto dall’attuale unico referente locale, avvocato Giuseppe Zumpano, nell’Area Urbana di Rossano. Ieri pomeriggio, infatti, Gallina e Zumpano si sono ritrovati nella sala della ex delegazione municipale di Rossano Scalo, per esporre ai convenuti le loro motivazioni di ritorno all’autonomia dei due comuni e per iniziare anche qui la raccolta delle firme, sugli appositi moduli vidimati dalla Regione, di ritorno all’ante fusione. E sugli stessi moduli hanno già apposto la loro firma, secondo quanto riferito da Gallina alla nostra domanda, oltre 1000 cittadini di Corigliano durante l’allestimento dei gazebo al centro storico, allo Scalo ed a Schiavonea, alla presenza degli altri esponenti del comitato, gli ex sindaci Battista Genova, Franco Pistoia, l’ex consigliere comunale Carlo Di Noia commissario cittadino dell’Udc, convinti sostenitori di ritorno all’autonomia.

Gli stessi gazebo che saranno allestiti nei prossimi giorni anche a Rossano. «Ante fusione – hanno tenuto a precisare – e non ritorno al passato, visto che un futuro non lo abbiamo mai avuto come si può desumere dal fatto che la città venuta fuori da una legge regionale calata dall’altro non ha un nome, non ha un simbolo e non ha uno statuto». Ed a proposito di mancata approvazione dello statuto, la carta costituzionale del comune, è stato sottolineato polemicamente che la Costituzione della Repubblica è stata scritta ed adottata in tre anni, mentre ne sono passati altrettanti senza che Consiglio comunale, commissione e giunta abbiano licenziato quella comunale, dovendo essere stata approvata entro due mesi dall’insediamento secondo la legge nazionale. Un tempo, anche in prospettiva della conclusione dei 5 anni da cui sarebbero scaturiti risultati nulli e per questo «parlare di 10 anni per vedere risultati è un suicidio per le nostre due città».

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