Giovedì, 09 Febbraio 2023
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COLD CASE

“La parrucchiera cosentina è stata uccisa dal fidanzato”: Landolfi condannato a 22 anni

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È stato il fidanzato Andrea Landolfi ad uccidere Maria Sestina Arcuri, 26 anni, la parrucchiera nocarese morta  nel viterbese tre anni fa. Ribaltata in Appello la sentenza per la morte della sfortunata giovane,  precipitata dalle scale di casa a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. La notizia è giunta subito nel piccolo centro montano dell'Alto jonio cosentino dove tutt'ora vivono i genitori e l'intera famiglia. Durante la lettura della sentenza, mamma Caterina Acciardi 56 anni, è scoppiata a piangere. "Siamo soddisfatti, ma nessuno mi darà indietro mia figlia", ha detto in lacrime la donna accompagnata dai figli Domenico 33 anni e William 24. Assente solo papà Nicola Natale, 60 anni rimasto in paese, seppur con il cuore nella Capitale. I giudici della Corte d’Assise d’appello di Roma hanno condannato a 22 anni di carcere il fidanzato della donna che era stato assolto in primo grado dalle accuse di omicidio volontario e omissione di soccorso. Secondo l’accusa la coppia era a casa della nonna paterna quando l’uomo avrebbe spinto la vittima giù dalle scale durante un litigio, morendo ore dopo in ospedale a Viterbo. La Procura generale aveva chiesto una condanna a 24 anni. Il 39enne era accusato di aver spinto volontariamente la fidanzata per le scale di casa della nonna. L'assoluzione per lui, era arrivato il 19 luglio 2020. In primo grado Landolfi, difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, era stato prosciolto dall'accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso. L'uomo era stato anche accusato di lesioni aggravate alla nonna: la donna ha però sempre negato di essere stata picchiata dal nipote.
Il pubblico ministero Franco Pacifici aveva chiesto, durante il processo di primo grado a Viterbo, una condanna a 25 anni di carcere. L'avvocato dei genitori e dei due fratelli della vittima, Vincenzo Luccisano, aveva invece chiesto l'ergastolo. Adesso, a più di un anno da quella sentenza di assoluzione, la corte d'Appello ha ribaltato la decisione. All'alba del 4 febbraio 2019, è arrivata una chiamata agli operatori sanitari del 118 con l'ambulanza  che ha trasferito la 26enne in ospedale d'urgenza. Dopo essere stata operata alla testa, è morta due giorni dopo l'incidente.
L'avvocato della famiglia Arcuri era sempre stato convinto di essere in possesso di prove contro il fidanzato schiaccianti.

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