Mercoledì, 12 Agosto 2020
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LA CANDIDATURA

Sibari patrimonio Unesco, anche la Chiesa appoggia la proposta

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Candidatura di Sibari a patrimonio Unesco: dopo il sindaco e altre istituzioni politiche anche una parte del clero appoggia la proposta.
Con una lettera aperta Pietro Groccia, parroco della Sibaritide e vicario per la cultura della Diocesi, ha voluto associarsi all’appello lanciato nei giorni scorsi.
“La Sibaritide – ha detto Don Groccia che non è nuovo a interventi “politici” – non è solo un’area arretrata o sottosviluppata della Calabria, ma piuttosto il territorio in cui esiste una società dotata d’una forte tradizione storica e d’una inconfondibile fisionomia, apprezzabile nella vigorosa sintesi, purtroppo oggi rotta tra scienza e sapienza, tra polis ed etica, tra umano e divino”.
Il presule ha precisato di non essere mosso da pretese celebrative. A Sibari esiste il gusto della diversità e della pluriformità. Risorse queste che possono agire da antidoto contro la tendenza all’omologazione, tipica della società di massa. Sibari è, ancora, un “luogo di vita”, in cui ci sono risorse umane e grande agilità mentale; permane una cultura dell’amicizia e della lealtà interpersonale che può essere preziosa nel momento in cui, un po’ in tutto l’occidente, si cerca di correggere un tipo di sviluppo economicisticamente inteso, fondato sull’egoismo.
Sibari è terra di mare e per questo mostra un abissale senso di appartenenza alle acque che sono come un utero di gestazione vitale sempre nuova. Il sibarita ha conosciuto l’amarezza del partire e le difficoltà del ritorno, ma ha il “cuore” per l’accoglienza dei nuovi “migranti”, e questa novità culturale, sostenuta e sponsorizzata dal nostro vescovo Francesco, è un banco di prova dell’autenticità dell’amore cristiano.
Sibari, soprattutto, è un’area umana, uno spazio culturale. Questo patrimonio di intelligenze, di capacità intellettuali non merita di vivere l’oblio eterno, ma merita di essere conosciuto e valorizzato in Europa. Riappropriarsi di tali ricchezze del passato, infatti, non significa ritornare nostalgicamente ad epoche lontane, quanto piuttosto recuperare stili di vita, esperienze ed insegnamenti che provengono dal passato e che potrebbero essere utili per affrontare ed eventualmente attenuare emergenze attuali.
“Il riconoscimento da parte dell’Unesco della mitica Sybaris quale Patrimonio dell’Umanità – ha chiuso – potrebbe essere una via privilegiata, per una nuova primavera di sviluppo di Sibari e della Sibaritide”.

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