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LA COLLANA

"La scena di Ildegarda": un progetto per unire il palcoscenico alla parola scritta

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Da Cosenza, una sfida e un sogno, cominciando con autori calabresi

Un atto d’amore e di resistenza, che unisce teatro, filosofia, parola e pensiero. Si configura così la collana di Filosofie e Teatri “La scena di Ildegarda”, progetto editoriale delle Edizioni Erranti di Cosenza, con la direzione congiunta di Donata Chiricò, docente di Etica della Comunicazione all’Università della Calabria, e Vincenza Costantino, docente di lettere al liceo “Lucrezia della Valle” di Cosenza e collaboratrice con il dipartimento di Scienze Umane dell’Università della Basilicata.

L’interdisciplinarità, dunque, e il dialogo tra arti e saperi sono il tratto distintivo e la prospettiva a cui tendere di un progetto sostenuto da un comitato scientifico che unisce personalità accademiche di sedi e ambiti disciplinari eterogenei, con lo spirito di far convergere nei volumi approfondimenti e spunti diversi intorno alle drammaturgie proposte. Una sfida e un sogno da alimentare, in un tempo in cui poco si legge e sempre meno spazio ha il teatro, così come la filosofia.

I primi due volumi della collana sono testi teatrali di autori-attori calabresi, approdati sulla scena in tempi diversi e, adesso, alla pagina scritta, in un percorso di scambio continuo fra scrittura scenica e riflessione. Si tratta di “La mia Idea. Memoria di Joe Zangara” di Ernesto Orrico e Massimo Garritano, entrambi cosentini, attore e regista il primo, musicista e compositore il secondo, che hanno dato vita ad un lavoro dedicato a Giuseppe “Joe” Zangara, emigrante calabrese che compì l'attentato ai danni del presidente degli Stati Uniti Franklyn Delano Roosevelt e a seguito del quale morì il sindaco di Chicago Anton Cermak. Joe ha 33 anni quando viene giustiziato sulla sedia elettrica, il 20 marzo del 1933, nel carcere di Raiford in Florida.

Il secondo volume a vedere la luce è “Lo psicopompo” di Dario De Luca, fondatore con Saverio La Ruina della compagnia Scena Verticale che dal 1999 organizza il festival Primavera dei Teatri, dove lo spettacolo ha debuttato. “Lo Psicopompo”, Premio Ubu 2019 “Miglior progetto sonoro” a Hubert Westkemper, scandaglia il rapporto tra un uomo e una donna, che nel chiuso di una stanza si confrontano sulla vita e sulla morte e sul “fine vita”.

Il momento particolare e complesso che stiamo attraversando non ha permesso che i due volumi, e la nuova collana venissero presentati durante un evento dal carattere performativo, così come è il carattere stesso del progetto, ma è stato illustrato durante una diretta sulle pagine social di DAM Entropia (progetto dell’Università di Cosenza) e Radio NoBorders, progetto dell’Ang (Agenzia Nazionale per i Giovani), con contributi delle curatrici, dell’editore Emilio Pellegrino, degli autori Dario De Luca, Ernesto Orrico e Massimo Garritano. «Testi che diventano testimonianza di un percorso fatto – chiarisce De Luca – e lasciano traccia di esperienze nate e cresciute in Calabria e poi approdate in teatri e spazi di altre regioni italiane».

«La collana vuol essere dunque uno spazio dove possono stare insieme e nutrirsi differenti discipline a partire da una riflessione filosofica e drammaturgica – spiegano le curatrici, che hanno deciso di intitolare la collana a una donna che, all’inizio dell’anno mille, fu filosofa, drammaturga, artista, cosmologa, biologa, erborista, guaritrice e musicista – di Ildegarda di Bingen possiamo senz’altro dire quanto Omero racconta di Odisseo: fu donna dal multiforme ingegno».
E la collana a breve si arricchirà di un terzo volume, dell’attore, autore e regista cosentino Francesco Aiello dal titolo “Lucciole. D'insetti, punk e Calabria paranoica”.

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