Giovedì, 11 Agosto 2022
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LA STORIA

Il castrovillarese Calà è in Inghilterra: “Cerco la chiave delle malattie rare nei bambini”

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La storia del 28enne castrovillarese che da due anni lavora nei laboratori di due centri di ricerca pediatrici di Londra

La sofferenza marca chiaramente la curva crepuscolare della Calabria dove in questi ultimi anni sono scomparsi posti di lavoro e soprattutto speranze per i più giovani. Una picchiata che ha cancellato opportunità di sviluppo amplificando la rassegnazione dei tanti cervelli in fuga. Sono menti straordinariamente dotate ma per loro non c’è mai posto. E così le speranze dei ragazzi speciali riprendono fiato e corrono su gambe forti lontano dalla loro terra, dai loro affetti. A Londra, dagli inizi del 2020 vive e lavora Giuseppe Calà, un giovane ricercatore di Castrovillari che ha lasciato l’Italia grazie a una borsa di studio. Una leva che gli ha spalancato le porte del dottorato di ricerca nei centri della University College - Institute of Child Health e Great Ormond Street Hospital di Londra. «Come mi trovo? Benissimo. Sono partito qualche settimana prima che il mondo fosse investito dalla pandemia e devo dire che qui sono stati tutti subito disponibili e affettuosi, nonostante la Brexit che in quei giorni si stava consumando. Ma al di là della splendida accoglienza e dell’amicizia dei colleghi, sono ben consapevole che in Inghilterra sono arrivato sia per approfondire le mie conoscenze sia per dare il mio contribuito alla ricerca. Del resto, sono appena rientrato dagli Stati Uniti dove ho presentato i risultati di uno dei progetti di ricerca a cui lavoro presso la conferenza internazionale della Isscr (International Society for Stem Cell Research) che si è tenuta a San Francisco. Il progetto è su un modello 3D di muscolo scheletrico sviluppato a partire da cellule staminali presenti nel fluido amniotico. Uno strumento che potrà servire in futuro per intervenire su pazienti pediatrici con disordini muscolari come la distrofia muscolare o anche come microtessuto da trapiantare».
Giuseppe ha 28 anni e dopo la licenza liceale conseguita al classico “Garibaldi” di Castrovillari ha proseguito gli studi all’Università della Tuscia, a Viterbo, dove ha conseguito la triennale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche e, successivamente, si è spostato a Pavia per la laurea magistrale e il tirocinio nei laboratori di Cardiologia sperimentale e di Oncoematologia pediatrica del Policlinico “San Matteo”. In Inghilterra, Giuseppe cerca la chiave delle malattie rare che minacciano i più piccoli: «Molte delle patologie neonatali sono terribili e spesso senza una cura definitiva. Ecco, vorrei poter dare una speranza ad un bimbo e alla sua famiglia. Questo è il mio sogno più grande». Calà trascorre il suo tempo nei laboratori dove cerca le coordinate della speranza per tanti bambini. «In Italia? Certo, ci tornerei. Ma non ora. Tornerò se ci sarà la possibilità di poter continuare le mie ricerche».

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