Mercoledì, 12 Agosto 2020
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CRISI ECONOMICA

Turismo in Calabria, le norme anti-contagio dimezzano le presenze: 50% alberghi chiusi

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Oltre il 60% di presenze in meno rispetto alla scorsa stagione estiva nelle strutture alberghiere calabresi. Azzerate le presenze straniere e oltre il 50 per cento degli alberghi chiusi per l'impossibilità di adeguarsi alle normative anticontagio da coronavirus dettate dal governo. È l'impietosa analisi tracciata da Demetrio Metallo presidente della sezione Turismo di Unindustria Calabria. «Solo chi aveva grandi spazi interni ed esterni - ha spiegato il presidente Metallo - ha potuto riaprire, ma il calo delle presenza è notevole. Chi lavorava prettamente con il turismo estero ha visto scendere a zero le prenotazioni. Lavoriamo solo con la cosiddetta clientela di prossimità, per lo più calabresi, campani e al massimo laziali». È la paura che certamente ha frenato la voglia di vacanza. L'idea di condividere le sale ristoranti, le piscine e i luoghi di svago comuni ha bloccato il turista, soprattutto le famiglie. L'unico settore che segna un trend positivo è quello della “casa vacanze”. Affittare appartamenti o villette rappresenta una delle scelte che vanno per la maggiore in questa estate post lockdown. Si tratta di case e appartamenti dati in locazione ai turisti, senza prestazione di alcun servizio di tipo alberghiero, dunque gestiti in totale autonomia e indipendenza e proprio per questo maggiormente ricercato.

Per gli imprenditori del settore turistico arriva a dare una boccata di ossigeno il bonus vacanze. Secondo un'indagine realizzata da Federalberghi, con il supporto dell'Istituto ACS Marketing Solutions, il 95% degli italiani in vacanza quest'estate conosce il bonus vacanze e il 40%, cioè 11,1 milioni, intende utilizzarlo. La situazione non migliora in Sila, dove alle già citate difficoltà si aggiunge quella riferita alla viabilità. Sono in corso, infatti, i lavori di manutenzione, iniziati lo scorso 6 luglio, della strada statale 107 che prevedono interventi di adeguamento statico del Viadotto Cannavino, meglio noto come ponte di Celico. La beffa oltre al danno.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Cosenza

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