Sabato, 06 Marzo 2021
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Terme Luigiane, lavoratori disperati: “Presto tutti disoccupati” - FOTO

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La matassa delle Terme Luigiane è sempre più ingarbugliata: 80 anni di servizio, oltre 200 lavoratori che sentono venire meno la terra sotto ai piedi, 47 giorni dall'inizio del braccio di ferro con le Istituzioni e appena 10 mesi da qui al termine di una lunga parentesi iniziata negli anni Sessanta. Sta tutta nei numeri la vertenza tra la Sateca spa e i comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa. Oggetto del contendere, manco a dirlo, il centro termale tirrenico, prezioso riferimento  da decenni. E non solo per la popolazione locale.

La vicenda

La goccia che ha fatto traboccare... la piscina termale è datata 11 dicembre. Ovvero da quando la Sateca spa ha gettato la spugna di fronte alla proposta dei Comuni per ciò che concerne la gestione della struttura ricettiva: 47 giorni, appunto, in cui è capitato di tutto di più. Accordi raggiunti, poi saltati, fili riannodati e quindi nuovamente sciolti. A oggi, le due amministrazioni comunali hanno comunicato la conclusione del rapporto con la società al 30 novembre. Da qui alla deadline, bisognerà espletare il bando che porterà all'insediamento di un nuovo concessionario. «Ci chiediamo perché è stata scelta questa data, tenendo conto che saremmo in un periodo ancora di piena attività lavorativa, e soprattutto perché non c'è stato il confronto con i sindacati per ciò che concerne il bando. In ballo c'è il futuro dei dipendenti», afferma Valentina Pulzella, direttrice della struttura ricettiva Terme Luigiane.

Comunicazione alla cittadinanza

Nella giornata di ieri, la Sateca ha organizzato un incontro con la cittadinanza, i lavoratori e gli imprenditori del luogo per fare il punto della situazione. La disperazione si tocca con mano. Alcuni tra i dipendenti vantano 30 anni di esperienza nell'impianto di Acquappesa. Interi nuclei familiari, inoltre, sono impiegati. «Ho tre figli che lavorano in questa struttura e tra qualche mese saranno disoccupati. Siamo disperati», afferma la madre di alcuni lavoratori della Sateca. Il sipario sta per calare, ma i dipendenti non gettano la spugna e chiedono alle Istituzioni di fare chiarezza. Soprattutto sul bando.

 

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