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Notte di fuoco: a Rossano brucia contrada Pontì, a Corigliano l'ennesima auto

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Una notte di fuoco. Mentre a Rossano l’aria si è fatta pesante e dall’odore acre per un incendio divampato in località Pontì, a Corigliano andava a fuoco l’ennesima autovettura. Tutto nella stessa sera.

L’incendio di una vasta zona rurale, quasi certamente doloso, è stato alimentato dalla calda brezza estiva ed anche da fondi agricoli non puliti, facendo sì che il fronte di fuoco diventasse imponente, tanto che l’odore di bruciato si percepiva fino allo scalo cittadino. Impegnati sul posto fino alla tarda serata per l’opera di spegnimento i vigili del fuoco del distaccamento rossanese.

Gli stessi uomini del 115, attorno ale 3, si sono poi diretti verso Corigliano. Qui nella centralissima via Nazionale è andata a fuoco una alfa 156. Si tratta della trentunesima auto incendiata dall’inizio dell’anno. Un rogo che si è consumato alla vigilia del tavolo provinciale per la Sicurezza pubblica che si terrà domani mattina alle 10:30, nella sale del Consiglio comunale di piazza Santi Anargiri a Rossano, alla presenza del Procuratore di Castrovillari Alessandro D'Alessio, del Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella e dei rappresentanti delle Forze dell'Ordine.

Escalation criminale a Corigliano Rossano, ferma condanna del Consiglio regionale

"La terza città della Calabria, da mesi ormai, è al centro di preoccupanti episodi intimidatori e criminali che hanno turbato la tranquillità della comunità. L’assemblea regionale, nell’ultima seduta di ieri (lunedì 6 giugno 2022), ha approvato una mozione, in cui assume l’impegno oltre che di netta condanna verso questa escalation di violenza, anche di tutelare con azioni tangibili la serenità dei cittadini, promuovendo una collaborazione tra le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, per garantire un controllo diffuso e più efficace dell’intera area, nonché di adoperarsi per intensificare il dialogo con il Governo nazionale, tramite il Ministero degli Interni, per la prevenzione e la soluzione del fenomeno".

A darne notizia è Giuseppe Graziano, Presidente del Gruppo UDC in Consiglio Regionale, tra i promotori della mozione, insieme agli altri capigruppo di maggioranza e opposizione. «Preoccupano i dati dell’escalation malavitosa – dichiara Graziano – con particolare riferimento agli atti intimidatori, agli incendi, alle rapine, ai furti e addirittura all’omicidio avvenuto all’inizio del mese di maggio e all’agguato a colpi di arma da fuoco consumatosi nell’area di contrada Pirro-Malena. Episodi che sono particolarmente gravi, proprio perché si inseriscono in un quadro di deterioramento del clima civile e democratico, oltre a colpire luoghi simbolo della cultura e dell’istruzione per i giovani. Non possiamo accettare che si continui su questa strada, rimanendo inermi mentre viene messa a rischio la tranquillità di un’area che conta un’estensione territoriale di circa 340 kmq e una popolazione di circa 75mila abitanti. E che, per di più, continua a rimanere colpevolmente priva di autorevoli presidi dello Stato come un Tribunale». «È necessario – conclude Graziano - intraprendere ogni tipo di iniziativa utile, che veda il coinvolgimento e la collaborazione tra tutte le Istituzioni, le Forze dell’Ordine e la politica, obbligate a non rimanere inermi di fronte a questa manifestazione cruda e tracotante di violenza che sta generando una profonda e preoccupante sfiducia della comunità nei confronti degli apparati dello Stato».

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