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Rende, il giorno di Manna: "Dico grazie a tutti"

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Quasi come il primo giorno di scuola, come se il tempo fosse tornato indietro al giugno del 2014, la prima elezione a sindaco, la festa. Ieri è stata una giornata storica per Marcello Manna. Emozionante e per nulla scontata. La notizia della revoca dei domiciliari è arrivata poco dopo mezzogiorno. Da quel momento in poi, la vita del penalista cosentino, presidente Anci di Calabria, dell’Ato Cosenza e dell’Aic, nonché primo cittadino di Rende, è tornata alla piena normalità. Telefono in mano e felicitazioni da parte di amici e colleghi.

L’attesa sotto casa. Lo staff del sindaco ed alcuni amici storici di Manna non hanno atteso ulteriore tempo ed hanno presenziato, sotto l’abitazione privata, l’arrivo della notifica ufficiale. Poi l’uscita dal palazzo cittadino e gli applausi di tutti. Fiori, allegria, abbracci e le interviste alle Tv locali.

L'arrivo in Comune. Il sindaco si è poi spostato in Municipio. I dipendenti lo hanno accolto con calore ed affetto. Momenti di commozione al suo arrivo nella sua stanza al primo piano. Tutto sembra tornato alla quotidianità ed alla routine governativa. Viene meno anche la sospensione per la legge Severino. Le vicende giudiziarie sono altra cosa, altro argomento. Altri tempi ed altre battaglie. «Adesso è tempo di tornare alle cose di tutti i giorni. Che bel sole è uscito…», il commento dei sostenitori.

In Consiglio comunale. Neanche il tempo di pranzare che i lavori della pubblica assise, precedentemente convocati, attendono. L’arrivo in auto con il solito autista, la moglie sempre al suo fianco e sorridente ed anche il vicesindaco Annamaria Artese (la prima ad abbracciarlo sotto casa, ndc) che, in questo mese, ha rivestito e ricoperto il ruolo di Manna. Altri applausi, altri abbracci. Un trionfo di sorrisi e strette di mano. I flash dei fotografi e le altre interviste prima di salire in Consiglio e ricevere fiori e compiacimenti. L’inno di Mameli in piedi, mano sul petto. «In questa sede non voglio parlare della vicenda in sé», le sue prime parole. «Chi viene colpito deve ringraziare chi invece gli è stato vicino. Ho ricevuto affetto e solidarietà straordinari. Da tutti. Tantissimi cittadini, molti colleghi sindaci anche del resto d’Italia, come quello di Cuneo. In momenti difficili, questi gesti di vicinanza affetto e sostegno servono sempre», ha spiegato Manna.

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