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“Primo e ultimo laureato della storia dell’Unical s’incontrano: “Sterile la polemica su Medicina”

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Un filo di congiunzione lungo cinquant’anni e che attraversa il tessuto sociale e culturale della regione. L’Unical è diventata un punto di riferimento degli studenti da quel 1972, quando l’imponente campus di oggi emetteva i primi vagiti in un contesto particolarmente fervido. Sergio Chiatto e Alessandro Russo sono i due anelli di questo lungo percorso, il primo («ma solo per una questione alfabetica ho preceduto Carmine Garofalo», ha tenuto a ribadire) e l’ultimo laureato prodotto dall’ateneo di Arcavacata. In mezzo una serie interminabile di pergamene consegnate, ben oltre 100mila. Sergio – pensionato ed ex bancario – ha 74 anni, matricola numero 28, in possesso di cimeli e documenti storici preziosi, che custodisce gelosamente ed esibisce con orgoglio. Alessandro di anni ne ha 22, è nato nel pieno del boom tecnologico e ha appena completato il suo piano di studi triennale con la matricola 209453. I suoi ricordi sono “scolpiti” sui supporti hardware. Oltre alla laurea all’Unical, le loro storie sono intrecciate da un altro percorso comune, quello di arbitro di calcio.

Il pensiero comune

Rappresentano uno spaccato fedele del costume italiano degli ultimi 50 anni ma hanno posizioni contigue sulla recente polemica sull’asse Cosenza-Catanzaro in merito alla Facoltà di Medicina. Sergio fa riferimento alla “storia”: «Ritengo sia una polemica fuori luogo in quanto il “Pacchetto Colombo” prevedeva altre suddivisioni». La visione di Alessandro è invece prospettica: «Giudico anche io sterile ogni discussione nata intorno a questo punto. L’obiettivo dovrebbe essere fare “rete” per la Calabria».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Cosenza

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