Mercoledì, 15 Luglio 2020
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I presepi animano il centro storico di Cosenza: le foto dell'esposizione

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Durante il periodo delle “feste” per antonomasia il centro storico di Cosenza registra alcuni fra i suoi momenti di maggiore vitalità.

È meta infatti di comitive, famiglie e singoli che nei giorni precedenti il Natale fino all’Epifania raggiungono la città vecchia per visitare i presepi allestiti nelle chiese o esposti nell’ex Museo delle arti e dei mestieri.

Fino allo scorso anno, negli ultimi tempi, tanta gente raggiungeva anche l’area di piazzetta Toscano, alle spalle del Duomo e di fronte alla Curia diocesana, per assistere alle rappresentazioni del “presepe vivente”.

Quest’anno, purtroppo, tale appuntamento salta: il comitato per la salvaguardia del centro storico ha rinunciato ad organizzarlo, a quanto pare per lo scarso interesse nei confronti della manifestazione dimostrato da enti e istituzioni.

Sono ben 70 i lavori esposti, nell’ex museo provinciale di corso Telesio, dall’Associazione italiana amici del presepe: ce ne sono per tutti i gusti, in grado di creare emozioni in grandi e piccini, e perciò meta di numerosi visitatori sin dall’inaugurazione, una settimana fa.

Tanta è altresì la gente che sta visitando anche i presepi nelle chiese: alcuni ammirabili fin dall’8 dicembre, altri dal giorno di Santa Lucia, altri ancora solo da lunedì scorso, quando è iniziata la novena preparatoria di Natale. Si tratta di presepi di varie dimensioni, e opera di alto impegno, altri più modesti, alla preparazione dei quali hanno contribuito talvolta stuoli di giovanissimi volontari, in altri ristretti nuclei di navigati artisti o artigiani, altri ancora di irriducibili appassionati.

Fra questi ultimi spicca il caso di Mario Parise, ideatore e realizzatore, da ininterrotti 35 anni, del monumentale presepe a San Francesco d’Assisi, benedetto il giorno dell’Immacolata dall’arcivescovo Francescantonio Nolè. Ha cominciato a lavorarvi, da solo (come da solo lo ha completato), in tutto e per tutto, agli inizi di ottobre.

Addirittura da oltre 50 anni, Orlando Magliocchi e Aldo Converso lavorano invece ogni autunno alla preparazione del presepe di San Gaetano, che stavolta mette in primo piano la Grotta, linea rilevabile anche nel presepe del Crocifisso, alla Riforma, che vanta anche la realizzazione in città, negli anni ‘50, del primo presepe meccanizzato, ideato dal cappuccino fra Corrado.

Sviluppato su uno scenario più vasto il presepe di Santa Maria della Sanità, a Portapiana, Stesso discorso, ma con l’inserimento di chiari elementi territoriali, per quello della Cattedrale, realizzato da Alessandro Urso (con sullo sfondo lo stesso Duomo cittadino e il vicino Palazzo Compagna) e per quello di San Francesco di Paola, in rigoroso stile Settecento napoletano che, inoltre, propone fra i pastori il Taumaturgo calabrese e il suo asinello con alle spalle la chiesa dei Minimi, a corso Plebiscito, e quella del Ss. Salvatore, ai piedi delle Paparelle.

Essenziale, ma densa di messaggi spirituali, la Natività posta in quest’ultima chiesetta, di rito greco-bizantino: è immaginata nella Chiesa di S. Adriano, a San Demetrio Corone, attigua al celebre Collegio Corsini, faro insostituibile soprattutto per le comunità arbereshe. Discorso valido anche per la classica “capanna” collocata sotto l’altare maggiore nella chiesa di San Domenico, più giù, alla confluenza fra il Crati e il Busento.

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