Domenica, 29 Novembre 2020
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Brunori Sas in un “Cip!”, il cosentino: "Con un suono esprimo ciò che sento"

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Il cinguettio di un tenero e fiero pettirosso in un mondo dove la normalità è gridare. Cip! è il titolo che Brunori Sas ha scelto per il suo nuovo album di inediti.

«Non volevo che l’attenzione fosse focalizzata su un concetto piuttosto che su un altro – spiega il 42enne cantautore calabrese originario di Cosenza –. Questo disco parla di ciò che ho sentito: e come faccio a spiegare ciò che ho sentito? Con un suono. Che è un Cip, ironico, ma deciso con il suo punto esclamativo, in tutto questo gridare che ci circonda».

Undici tracce, registrate tra Milano e la Calabria e prodotte dallo stesso artista con Taketo Gohara, per parlare «dell’Uomo, e non degli uomini». Un lavoro, anticipato dall’uscita della struggente “Per due che come noi” e di “Al di là dell’amore”, che cerca di sfumare divisioni e confini e si muove tra i temi cari all’artista: etica, esistenza, amore, vita, morte.

A tre anni di distanza dal successo di “A casa tutto bene”, arriva questo nuovo lavoro che si impone con un linguaggio nuovo, profondo, che colpisce ed emoziona dal primo ascolto. “Cip!” (Island Record) è una scoperta, è la parola che, brano dopo brano, si trasforma in emozione. «Stavolta quello che è cambiato veramente è il tono, che definirei più sentimental-patetico. Nel corso del tempo, oltre alle parole, ho capito l’importanza di come trasmetti certe cose. E ho sentito il bisogno di un approccio più pacificato, con il desiderio di guardare il mondo da una prospettiva più ampia e d’insieme. Ed è forse un album anche della mia età, basato su un amore per l’opposizione e l’attrito che si può creare, a patto che questo attrito provochi scintille vitali, altrimenti è inutile» (e tra le scintille delle ultimi tempi cita il movimento delle Sardine: «Ho partecipato alle loro riunioni a Cosenza, condivido la necessità di confrontarsi in carne e ossa. Una visione poetica del mondo contro una politica antipoetica»).

Un disco, il quinto, che torna in parte alle origini («È come se fosse il 1/bis per il recupero di una certa sincerità non filtrata dall’ironia a tutti i costi, di quello sguardo un po’ da fanciullino pascoliano che non si dovrebbe mai abbandonare», dice) e si abbevera alla fonte della tradizione più classica del cantautorato italiano. Ci sono echi di Lucio Dalla, di Francesco De Gregori. «E dire che io arrivo dall’heavy metal, dall’hard rock. E, a dirla tutta, da ragazzo i cantautori mi rompevano un po’: conoscevo le canzoni più popolari perché era necessario saperle quando facevi i falò in spiaggia. Trovarmi a fare il cantautore ha significato anche scoprire tutto un mondo di cose meravigliose che avevo ignorato bellamente fino a 32 anni. C’è stata un’influenza a posteriori», ammette con il suo tono sempre ironico, anche se aggiunge «ora ascolto poco, «sono in una fase di saturazione».

Il nuovo singolo estratto da “Cip!” è “Per due che come noi”, una ballad “perfetta”, definita subito un instant classic. La canzone è stata accompagnata da un videoclip per la regia di Duccio Chiarini. Il video, scritto insieme a Dario Brunori, racconta una storia d’amore duratura, i cui momenti più importanti vengono ripercorsi attraverso un film del passato che viene proiettato al centro del salotto della casa della coppia: i due protagonisti si rivedono a distanza di tempo, si interrogano sul presente e guardano al futuro.

In molti speravano di vederlo sul palco dell’Ariston, e Brunori non nega di aver ricevuto la «chiamata». «Sì, è vero. È arrivata, ma in gara proprio non mi ci vedo. Evidentemente non l’avverto come esigenza. E immagino che abbia a che fare con il mio carattere e con l’imperativo che mi sono dato: cantare in una condizione emotiva e non competitiva. L’anno scorso sono andato, ma come ospite, e questo mia ha fatto sentire più a mio agio».

Dal 3 marzo in tour con la storica band

Brunori Sas Tour 2020 sarà presto anche uno spettacolo live prodotto per la prima volta insieme a “Vivo Concerti”. Il tour lo porterà nei principali palazzetti italiani: il debutto è fissato a Jesolo per il 3 marzo prossimo. Il tour toccherà Torino il 7 e ancora il Forum di Assago il 13 marzo. Proseguirà poi sui palchi di Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Napoli, Bari e anche Reggio Calabria.

In tour con Dario la storica band composta da Simona Marrazzo, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Mirko Onofrio, Stefano Amato e Lucia Sagretti, con l'aggiunta di Alessandro “Asso” Stefana e della sezione brass diretta da Mauro “Otto” Ottolini.

© Riproduzione riservata

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