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Bianchi, un luogo unico nel cuore della Calabria. Ecco la nuova sede del Museo delle Pergamene

Il 29 settembre scorso è stata inaugurata la nuova sede del Museo delle Pergamene “Luigi Elvio Accattatis” del Comune di Bianchi, in provincia di Cosenza.

Nato nel 1984 come “Centro di Studi Paleografici di Bianchi”, su proposta di uno degli ultimi discendenti dell’antica e nobile famiglia Accattatis, divenne nel 2004, “Museo delle pergamene”, dedicato a Luigi Elvio Accattatis, donatore dell’ingente patrimonio documentale assieme alla signora moglie Carmela Mele.

All’evento inaugurale, intitolato “Tracce di storia reale”, in una sala gremita di ospiti, nel rispetto delle norme anti Covid, hanno partecipato il Segretario Regionale del MIC (Ministero della Cultura) per la Calabria, Salvatore Patamia, il Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Calabria, Gabriele Capone, il sindaco di Bianchi Pasquale Taverna, il vicesindaco Rino Pascuzzo, il prof. Mario Francisco Benvenuto del Dipartimento di Culture, Educazione e Società, nonché Direttore Scientifico del Museo, e l’Arch. Aurora Skrame del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Elettronica e Gestionale e membro del Comitato Scientifico, entrambi docenti dell’UNICAL.

Patamia, nel suo intervento spiegò che si tratta del primo unico museo di pergamene in Calabria, il secondo in Italia, e rilevò che il lascito della Famiglia Accattatis ha messo a disposizione la storia, non quella raccontata nei libri, ma i testimoni concreti, “le fonti archivistiche che sono il luogo del vissuto dei nostri avi […] tali documenti che [nel museo] diventano un bene comune, il patrimonio culturale che dobbiamo conservare, preservare e valorizzare per le prossime generazioni”.

Il Segretario del Ministero della Cultura sostenne, inoltre, che il Museo delle Pergamene può essere un grande punto di riferimento per tutta la Calabria e “non soltanto per gli studiosi, per gli addetti ai lavori, ma proprio per i bambini, per la loro formazione”. Il dott. Capone, dal canto suo, condividendo il clima particolare della serata inaugurale asserì “di vivere e sentire un’emozione, un’energia estremamente rara, in cui ognuno si riconosce in quello che è stato uno sforzo collettivo […] per arrivare ad una testimonianza forte che va al di là del nostro tempo” e, rilevando le potenzialità della struttura, il Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Calabria auspicò che il Museo delle Pergamene si possa aprire ad altre esperienze, augurandosi che l’inaugurazione della nuova struttura sia “l’inizio di un percorso importante, nella trasformazione della staticità tipica del Museo in un Centro di Studi Paleografici”, coinvolgendo, così anche i giovani studenti universitari, magari in interessanti Summer School, il cui confronto sulla ricchezza documentaria del Museo, diverrà un arricchimento per la comunità di Bianchi e dintorni e, soprattutto, per i giovani stessi, e che ciò possa stimolare la comparsa di nuove professionalità.

Mario Benvenuto ha ringraziato la propria Università della Calabria, luogo della sua formazione, e il Dipartimento di Culture Educazione e Società, dove esercita la docenza, per avergli fornito la sensibilità di riconoscere la bellezza e l’importanza delle pergamene, della storia e le relazioni con altri popoli. Aggiunse che sin dal primo momento in cui ha visto le pergamene di Bianchi, alcuni anni addietro, ha immaginato come sarebbe dovuto essere la mostra, persino nel disegno e disposizione delle teche, costruite poi da un bravissimo artigiano calabrese. Negli ultimi mesi la collaborazione della dott.ssa Skrame, professionista autorevole, ha reso possibile che la mostra acquisisse quel livello di “eccellenza” palesemente vantato sia dagli esperti che dal pubblico durante la serata di inaugurazione”. Le pergamene, aggiunse il Direttore Scientifico, “non sono cambiate negli anni in cui i visitatori le ammiravano: è cambiato il fine che con la mia direzione – grazie alla fiducia concessami dagli illuminati amministratori di Bianchi–, si vuole attribuire alle stesse: con il loro studio e analisi si cercherà in modo multidisciplinare di svelare quella fitta rete di relazioni, la micro e macro storia ivi contenute, tra cittadini del comprensorio, tra essi e il Regno di Napoli e delle due Sicilie, tra questi e la Spagna, come testimoniano i Privilegi e Capitoli statutari dall’Imperatore Carlo V, Re Alfonso D’Aragona, Ferdinando IV, Filippo II, Ferdinando d’Aragona e César Dávalos, tra gli altri, Bolle ecclesiastiche, Diplomi di Laurea, rogiti, divisioni e assegnazioni di terreni e documenti di varia natura.

La dott.ssa Aurora Skrame ha spiegato nel suo intervento che “ricevette l’ispirazione direttamente dall’esperienza di vita della famiglia Accattatis, da una famiglia stratificata nel tempo, un misto di cultura e gerarchia sociale. Il miglior simbolo di rappresentanza della collezione Accattatis si riscontra nella pergamena che trascrive la gestione dell’Abbazia di Corazzo del 1222, a firma dell’imperatrice Costanza, documento che riprende in modo stilizzato la simbologia presente nel suo copricapo, detto kamilavkion, da ella utilizzato come corona, e che sintetizza il casato di appartenenza, le quattro famiglie più importanti di Europa, e la sua religiosità ortodossa, bizantina al servizio di un’Abbazia cristiana”.

La professoressa Rossana Adele Rossi in qualità di delegata del Direttore Roberto Guarasci ha portato i saluti e celebrato l’iniziativa ricordando l’impegno profuso dal collega Benvenuto in termini di didattica, ricerca e internazionalizzazione del medesimo Dipartimento e manifestato il sostegno per eventuali attività congiunte.

Pasquale Taverna e Rino Pascuzzo in qualità di Sindaco e vicesindaco rispettivamente, hanno manifestato la loro gratificazione nel veder realizzata un’opera di grande valore museale e scientifico per Bianchi, condividendone orgogliosi con tutti i paesi del comprensorio. Gi stessi hanno evidenziato il grande apporto ricevuto dai rappresentanti dell’Università della Calabria che si sono spesi per il grande traguardo raggiunto e per il riconoscimento ufficiale di attività permanente del Museo delle Pergamene “L.E. Accattatis”, che per l’evidente qualità ha ricevuto l’immediato riconoscimento dalle Istituzioni.

 

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