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Castrovillari, rientrate alla base le ottanta pergamene latine - FOTO

Castrovillari nell’Ottocento era ritenuta dagli storici calabresi la "città delle pergamene". Era dotata di un patrimonio pergamenaceo quantitativamente notevole e di grande valore storico-culturale. Seppur diversi documenti siano andati dispersi o distrutti, ancora oggi la locale Biblioteca  Civica “Umberto Caldora” conserva un numero piuttosto elevato di esemplari. Un patrimonio del genere, in verità, non è posseduto da nessun altro Comune della Calabria.

Si tratta, in particolare, del corpus membranaceo del fondo “Miraglia”, che include 8 pergamene vergate in greco, datate dall’anno 1081 all’anno 1254, importanti testimonianze che ci informano come nei secoli XI-XIII a Castrovillari era in uso, almeno a livello amministrativo, la lingua greca. A queste si aggiungono altre 123 pergamene latine: la più antica di queste è datata al 1265, la più recente al 1698, in scrittura gotica e umanistica sia corsiva sia cancelleresca.

In ultimo, al già cospicuo dossier documentario, sono state accorpate in tempi recenti altre 80 pergamene, restaurate grazie ad un finanziamento dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (delegazione di Castrovillari), che costituiscono il fondo della donazione del marchese Gallo, già appartenute al ricco archivio della grancia certosina di S. Nicola di Castrovillari, che ci danno ulteriori preziose notizie sulla storia della città tra la fine del XV secolo e la fine del XVIII secolo.

É ben nota l’importanza delle fonti documentarie per una efficace e credibile ricostruzione storica. I documenti, infatti, possono fornire notizie utili su diversi versanti: storia politica, storia economica e sociale, consuetudini giuridiche e civili, insediamenti religiosi, paesaggio agrario, struttura urbana. E l’elenco potrebbe proseguire ancora a lungo.

Le pergamene di Castrovillari non solo costituiscono un bene culturale da tutelare con ogni cura, ma consentono pure di scorgere la situazione socio-economica, i rapporti di potere nel nostro territo­rio, ove gli Enti ecclesiastici, con i loro ampi possedimenti, esercitavano un ruolo rilevante.

Oggi, grazie ai progressi compiuti dalla diplomatica e da altre discipline “parallele” (paleografia, cronologia, sfragistica ecc.), si è fatta strada una più matura concezione del documento che è visto come una specifica testimonianza storica, idonea, se adeguatamente interrogata ed analizzata, a contribuire in maniera decisiva ed autonoma alla conoscenza sia di fasi storiche e di strutture economiche e sociali sia di aspetti della vita culturale e delle dinamiche istituzionali.

In taluni documenti, per esempio, si fa riferimento al ius prothomiseos, vale a dire il diritto di precedenza nell’acquisto di un immobile spettante a coloro i quali ne avevano diritto per vicinanza al terreno venduto o per consanguineità con il venditore. Ma restano anche tracce del diritto dei Longobardi, le cui tradizioni giuridiche e persino linguistiche permangono nel XVIII secolo nella nostra comunità, a regolamentare i contratti tra privati e, addirittura, la condizione sociale della donna, ancora assoggettata nell’azione giuridica ad una figura maschile di tutore, il mundualdo.

Non si tratta certo degli unici spunti di ricerca che scaturiscono dalle pergamene che propongono elementi e suggestioni sempre nuovi e ugualmente interessanti. Conoscere e divulgare tali documenti, non significa limitarsi a registrarne la memoria, si tenta piuttosto di risalire al contesto umano, sociale e ambientale in cui i fatti si sono verificati e di recuperare di quella memoria storica rimasta per secoli nell’oblìo che è alla base del vivere sociale e culturale della nostra comunità, aperta a chiunque venga in pace.

Le 80 pergamene latine, donate nel 1962 dal marchese Gaetano Gallo alla Biblioteca civica "Umberto Caldora" di Castrovillari, datate dal 1485 al 1788, sono tornate, finalmente, a Castrovillari dopo il restauro realizzato dall'Archivio di Stato di Cosenza, al quale è stato fornito il materiale necessario gentilmente offerto dalla Delegazione castrovillarese dell'A.I.C.C. presieduta dal prof. Leonardo Di Vasto.

Un sentito ringraziamento va al Direttore dell'archivio di Cosenza dott. Giovanni Battista Scalfari e al restauratore Giuseppe De Rose.

Le 80 pergamene sono state studiate dallo storico Giuseppe Russo e pubblicate nel volume "La Certosa di San Nicola di Castrovillari", edizioni A.I.C.C.

Queste pergamene con le altre 123 e le 8 greche (totale 211 pergamene) già restaurate costituiscono un patrimonio archivistico unico in Calabria.

È nostra ferma convinzione che ogni istituto culturale (Biblioteca, Archivio etc etc) debba mettersi al servizio della comunità a cui appartiene.

La scuola deve essere la prima destinataria e interlocutrice di ogni politica del patrimonio culturale.

Bisogna concepire il patrimonio culturale non come un prodotto di lusso ma come uno spazio pubblico della democrazia e attuare così, finalmente, l' art. 9 della Cost.Ital.

Bisogna tornare a parlare a cittadini sovrani, non a consumatori o clienti.

 

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