Lunedì, 27 Settembre 2021
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Bruccini saluta il Cosenza, tre anni e mezzo di gioie e miracoli - FOTO

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È arrivato in punta di piedi, Bruce. E se n’è andato esattamente allo stesso modo. Mirko Bruccini resterà per sempre nella storia del Cosenza calcio. E non solo per aver indossato la fascia di capitano a tinte rossoblù. Nel libro del calcio cosentino il suo nome resterà scolpito a caratteri cubitali perché nella cavalcata promozione - dal sesto posto in campionato con vista sui playoff alla finale vinta a Pescara che è valsa il ritorno in cadetteria dopo 15 anni - del 2018 c'è anche il suo nome. A caratteri cubitali, appunto. E non si tratta di una sigla come tante altre, di quelle che scorrono e si intravedono appena, piccoline, nei titoli di coda. Il nome di Bruccini figura inizialmente, nelle prime immagini, perché Bruce è stato uno degli attori principali nel film della promozione. Gol pesanti (incluso quello che ha rotto il ghiaccio contro il Siena nello spareggio decisivo del 16 giugno) e record personali infranti. Bruccini ha dato tanto a Cosenza, ma anche la città dei bruzi ha saputo contraccambiare.

Dalle stelle alle stalle

Titolare inamovibile nel Cosenza di Braglia prima e di Occhiuzzi poi, il vicecapitano (per tante volte la fascia più prestigiosa, complice l'impiego a singhiozzo di Corsi, è finita sul suo braccio) rossoblù ha iniziato trovare meno spazio nei primi mesi del campionato 2020-2021. Scelte tattiche, per carità, ma anche motivazioni contrattuali alla base di un rendimento non eccelso: in estate l'Avellino aveva avanzato proposte concrete a Bruce, in scadenza di contratto, ma il Cosenza da quell'orecchio non ha proprio voluto sentirci. E alla prima occasione utile, a gennaio, il centrocampista spezzino ha colto la palla al balzo per tornare a sentirsi protagonista vicino casa, all'Alessandria.

Addio commosso e... polemico

Sui suoi profili social, il trentaquattrenne ligure ha voluto abbracciare idealmente il popolo rossoblù, ripercorrendo le tappe più importanti e lasciando cadere... nel vuoto un saluto: «Ed eccomi qua a scrivere le mie ultime parole di una straordinaria e incredibile avventura con la maglia rossoblù: 3 anni e mezzo in cui ho dato al Cosenza tutto me stesso e ho ricevuto anche di più. Ricorderò per sempre i playoff di Pescara, che rimarrà sempre una delle serate più belle della mia vita. Ricorderò la salvezza tranquilla del primo anno e la salvezza impossibile dell'anno scorso. Quanto momenti indelebili nella mia mente! Per questo non posso che ringraziare tutti i miei compagni, il direttore, il tecnico, i dottori, i massaggiatori, i fisioterapisti, i magazzinieri e tutti gli addetti ai lavori per questi anni bellissimi. E vorrei ringraziare i tifosi, a cominciare da quelle poche centinaia di persone che c'erano al “Marulla” i primi mesi, che ci sostenevano anche nei momenti bui, fino ai ventimila col Sudtirol. Ora mi aspetta una nuova sfida, una nuova avventura, ma il sarò sempre uno di voi e farò per sempre parte del branco. Grazie di tutto. Bruce21».

Nessun riferimento al patron Guarascio. Con questo messaggio di commiato, Bruccini ha lasciato intendere il motivo per cui la sua avventura in rossoblù è terminata prima della scadenza del contratto. A volte il silenzio è più rumoroso.

 

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