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Castrovillari e Corigliano, così professionisti e dipendenti "truccavano" le aste giudiziarie

L'operazione White Collar, condotta stamane dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, con il coordinamento della Procura di Castrovillari, ha disarticolato un presunto "mercato truccato" di beni messi all'asta.

Le sedici ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Castrovillari, Carmen Ciarcia, riguardano imprenditori e pubblici dipendenti operanti nel distretto giudiziario di Castrovillari. I presunti illeciti sono stati ricostruiti dai finanzieri nel corso di due anni indagini.

Il mercato truccato riguarderebbe dei beni posti all'asta nell'area di Corigliano-Rossano. In particolare, secondo quanto emerso, le indagini avrebbero consentito di ricostruire un meccanismo in grado di permettere l'assegnazione di beni messi all'asta previo pagamento di somme di danaro a chi gestiva le aggiudicazioni.

Secondo gli investigatori all'organizzazione toccava il 3-4% del valore del bene fatto aggiudicare. La sede della organizzazione era nell'ufficio del giudice di pace di Corigliano Rossano.

L'intervista al colonnello Danilo Nastasi, comandante provinciale della guardia di finanza di Cosenza.

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