Giovedì, 16 Settembre 2021
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Incassavano indebitamente l'indennità agricola, denunciate 67 persone nel Cosentino

Da una parte incassavano indebitamente le indennità agricole e dall’altra non hanno mai versato le ritenute previdenziali e assistenziali per un ammontare di oltre un milione di euro.
Sono in totale sessantasette – sedici, tra titolari e collaboratori di aziende agricole, e cinquantuno braccianti - le persone denunciate, a vario titolo, dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, di truffa nella percezione d’indennità agricole e omesso versamento delle ritenute. L’attività di polizia giudiziaria, condotta dalle fiamme gialle della Tenenza di Montegiordano, rappresenta lo sviluppo investigativo dell’operazione “Demetra” che, nel mese di giugno 2020, aveva portato all’esecuzione d’una serie di misure cautelari personali nei confronti di 60 persone, per i reati di caporalato e “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In seguito all’apertura di un nuovo filone investigativo disposto dal sostituto procuratore, Flavio Serracchiani, della Procura presso il tribunale di Castrovillari, i finanzieri hanno analizzato la documentazione extracontabile sequestrata nel corso delle perquisizioni eseguite nel corso dell’operazione anticaporalato. I documenti sono stati confrontati con i dati ufficiali dei cosiddetti modelli Dmag, (attraverso i quali vengono denunciati trimestralmente i lavoratori occupati alle dipendenze delle aziende agricole e vengono dichiarati i dati retributivi e contributivi dei lavoratori occupati) comunicati dai titolari delle aziende agricole all’Inps. Al termine della complessa attività di elaborazione dei dati, è stata fatta luce su una fenomenologia d’illecito strettamente connessa alla piaga sociale del caporalato, ossia l’omessa dichiarazione e versamento di giornate agricole.

Tale omissione dichiarativa ha agevolato sia gli imprenditori agricoli, consentendo loro un notevole risparmio economico derivante dall’omesso versamento delle effettive giornate di lavoro svolte dai braccianti, sia i braccianti agricoli, i quali hanno potuto avere accesso alla disoccupazione agricola, indennità collegata al numero effettivo di giornate agricole svolte. L’attività di polizia giudiziaria ha fatto emergere, inoltre, come i titolari delle aziende agricole coinvolte, nonostante l’elevato tenore di vita, oltre a non comunicare tutte le giornate agricole, il più delle volte non abbiano neppure provveduto al versamento di quelle ritenute previdenziali e assistenziali operate, seppure in difetto, sulle retribuzioni dei braccianti agricoli impiegati. Le aziende agricole coinvolte nell’operazione sono in totale undici: nove della provincia di Matera e due della provincia di Cosenza.

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