Mercoledì, 23 Giugno 2021
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Video Cronaca Allevamento lager di pitbull nel Cosentino: denunciato un giovane - VIDEO

Allevamento lager di pitbull nel Cosentino: denunciato un giovane - VIDEO

Numerosi esemplari vivevano in condizioni drammatiche in piccoli box angusti e bui, senza cibo e acqua. Si praticava l’accoppiamento forzato dei cani probabilmente destinati a combattimenti clandestini

La Polizia Provinciale di Cosenza unitamente ad esperti del neo movimento di denuncia contro le zoomafie “Stop Animal Crimes Italia” hanno posto in sequestro numerosi pitbull e strumenti di allenamento vietati e denunciato un giovane di Mendicino (CS) che è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento di animali.

Dopo una simulazione di un acquisto di un cucciolo di pitbull ad opera degli attivisti dell’ente animalista di denuncia, è scattato il blitz del responsabile sostituto commissario  Salvatore De Iuri, sostituto commissario Antonio Paradiso  e Francesco Librandi, presso un giardino sito nel centro di Mendicino (CS), di proprietà di I.A. giovane con la passione dei pitbull, che deteneva numerosi esemplari in condizioni drammatiche (così come definite dalla dottoressa Tiziana Bonofiglio e Francesca Mazzarone dell’Unità Operativa Igiene Urbana Veterinaria della ASP cosentina), rinchiusi in piccoli box angusti e bui, senza cibo e acqua.

Un esemplare in particolare presentava ferite e cicatrici al volto ed era palesemente denutrito che, unitamente al ritrovamento di 2 tapis roulant e un attrezzo usato per l’accoppiamento forzato dei cani, fanno ritenere che i cani fossero destinati ai combattimenti clandestini. 1Infatti, sono stati trovati 2 tapis roulant costruiti artigianalmente di nuova costruzione usati per “allenare” i cani pitbull utilizzando esche quali parti di cinghiali; rinvenuto anche uno strumento rudimentale usato per legare le femmine tenendole ferme al fine di farle accoppiare con i maschi. Gli animali sono stati posti in sequestro e condotti in struttura idonea per essere curati e gli strumenti di tortura posti in custodia presso gli uffici della Polizia Provinciale.

Il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il delitto di maltrattamento animali ai sensi dell’art. 544 ter c.p. e altri reati, per cui si rischiano oltre 3 anni di reclusione. Il Movimento “Stop Animal Crimes Italia”, che in Calabria e in tutto il sud, sta cercando di cambiare la situazione drammatica circa il randagismo e contrastando i reati contro gli animali, rivolge un ringraziamento particolare al sost. Commissario Paradiso per aver preso in carico la segnalazione e curato le operazioni nei minimi particolari consentendo l’ottima operazione e lancia un appello a tutti i volontari animalisti ad abbandonare i carrozzoni degli enti “animalisti” tradizionali - che in questa terra non hanno mai migliorato nulla - e unirsi al movimento del cambiamento animalista che, anche oggi, ha dimostrato la sua diversità operativa e professionale.

© Riproduzione riservata

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook