Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Appalti truccati nel Cosentino: ai domiciliari il sindaco di Praia a Mare. 11 le misure - NOMI

Con lui è finito agli arresti l'ex sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, imprenditore beneficiario dei vantaggi legati all'assegnazione di lavori pubblici relativi anche all'ammodernamento di edifici scolastici. Agli arresti pure nove tra funzionari pubblici e tecnici

Turbativa d'asta. È l'accusa con cui è stato arrestato il sindaco di Praia a Mare, importante centro costiero della Calabria tirrenica settentrionale. L'uomo politico, Antonio Praticò, è stato posto ai domiciliari dal Gip di Paola, Rosamaria Mesiti. Misura interdittiva anche per l'ex sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia, imprenditore beneficiario dei vantaggi legati all'assegnazione di lavori pubblici relativi anche all'ammodernamento di edifici scolastici. Lo stesso è toccato a nove tra funzionari pubblici e tecnici. L'indagine ha consentito di verificare l'esistenza di un collaudato sistema adoperato per indirizzare l'assegnazione degli appalti sempre a favore delle medesime imprese, così come gli incarichi professionali relativi alle progettazioni. I provvedimenti cautelari sono stati emessi su richiesta del procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, ed notificati dai finanzieri della tenenza di Scalea e del comando provinciale di Cosenza, diretti dal colonnello Danilo Nastasi.

Ai domiciliari:

- Antonio Praticò, sindaco di Praia a Mare, sottoposto ad arresti domiciliari;

- Giovanni Antonio Argirò, responsabile ufficio tecnico del medesimo comune, assegnato pure lui agli arresti domiciliari;

Interdetti dai pubblici uffici:

- Rosa Grisolia, responsabile amministrativa del comune di Praia, interdetta dai pubblici uffici per un anno. Stessa misura per gli imprenditori Stefano De Rosa, di Praia; Giorgio De Rosa di Praia; Domenico Rocco, di Praia; Antonio Masturzo, di Salerno; Pasquale Lamboglia, ex sindaco di Tortora; Ernesto Lupinacci, architetto, di Cosenza; Nicola Gabriele, di Maratea; Giovanni Condicelli, di Sapri.

Nell'inchiesta risultano indagati altri tre imprenditori nei confronti dei quali è stata rigettata la richiesta di misura avanzata dal pm Maria Francesca Cerchiara e dal procuratore Pierpaolo Bruni. Si tratta di: Lucia Pepe, di Praia; Pietro Praticò, di Maratea; Antonio Francesco Alimena di Aprigliano.

L'OPERAZIONE

Sono state eseguite perquisizioni sia in varie zone della Calabria che in Campania.

Più segnatamente, le condotte turbative hanno riguardato, a vario titolo, 9 procedure di gara, relative al periodo 2019/2021, e sono consistite in collusioni, con la reiterazione di similare modus operandi, atte a determinare il contenuto del bando di gara, prima ancora della sua pubblicazione, con il futuro aggiudicatario compiacente, oppure, nell’ambito di procedure di gara negoziate, attraverso condotte manipolatorie, chiedendo al futuro aggiudicatario i nominativi di altri professionisti compiacenti da invitare alla gara.

In particolare:

- nella gara relativa all’affidamento del servizio di trasporto scolastico per gli alunni di scuole primarie e secondarie, i pubblici funzionari indagati concordavano con l’imprenditore futuro aggiudicatario il contenuto del bando, eliminando dal percorso del bus una località del Comune ove ha sede una scuola elementare, inizialmente prevista dal capitolato, in quanto zona extra-urbana e quindi maggiormente dispendiosa per la ditta risultata aggiudicataria;

nella la gara relativa alla concessione in uso dell’impianto sportivo, il Dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune si accordava e rassicurava il titolare di fatto della ditta risultata aggiudicataria in merito al buon esito della procedura di gara, omettendo, tra l’altro, di escludere la stessa impresa, pur essendo consapevole che la stessa era stata fittiziamente intestata ad un parente dell’effettivo titolare, il quale aveva ingenti pendenze debitorie con il Comune stesso;

- nella gara relativa alla progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di un edificio scolastico, i pubblici funzionari indagati, al fine di manipolare l’esito dell’aggiudicazione, richiedevano ad un professionista, poi risultato aggiudicatario, di fornirgli cinque nominativi di professionisti compiacenti da invitare alla procedura negoziata, i quali poi non avrebbero partecipato, come effettivamente avvenuto;

- nella procedura negoziata per la progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di altro complesso scolastico, gli indagati, al fine di manipolare l’esito dell’aggiudicazione, dopo aver invitato professionisti compiacenti che non avrebbero risposto agli inviti, nel procedere all’apertura delle buste relative all’offerta economica tra i partecipanti alla gara, si accorgevano che, per errore, un partecipante compiacente aveva presentato il medesimo ribasso del futuro aggiudicatario. La commissione di gara procedeva quindi al sorteggio, a seguito del quale non veniva estratto il professionista che si intendeva favorire. Pertanto, gli indagati stracciavano i bigliettini relativi al sorteggio e decidevano di procedere all’esperimento del tentativo di miglioria dell’offerta previsto dalla prefata normativa, omettendo di richiamare l’altro partecipante e facendo così ottenere l’affidamento al professionista prescelto;

- nell’ambito del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di un operaio specializzato, al fine di favorire uno specifico candidato, i pubblici funzionati indagati facevano pervenire allo stesso le domande “da imparare a memoria” per sostenere la prova d’esame, successivamente conclusasi con esito favorevole al prescelto

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