Lunedì, 18 Novembre 2019
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Successo per la serie “1994”, il regista è il cosentino Giuseppe Gagliardi

Riscuote grande successo il celebrato “1994”, ultimo capitolo della trilogia ideata da Stefano Accorsi per Wildside e diretta dal regista cosentino Giuseppe Gagliardi.

La narrazione riporta il periodo storico-politico della Seconda Repubblica, con la vittoria alle elezioni di Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon), il suo governo con la Lega di Umberto Bossi (Paolo Mazzarelli) e gli scontri coi magistrati guidati da Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi). Mentre Leo Notte (Accorsi) partecipa alla campagna elettorale del Cavaliere, Veronica Castello (Miriam Leone), stanca di dipendere dagli uomini, diventerà parlamentare, e il leghista Pietro Bosco (Guido Caprino) avanzerà di carriera senza riuscire a sconfiggere i propri demoni.

Il regista Gagliardi dice:

«In questa stagione saltano gli stili narrativi delle precedenti. Ci sono tre episodi monografici dedicati, rispettivamente, a Leo, Veronica e Pietro. In altri ci sarà una maggiore unità temporale, come in un episodio claustrofobico ambientato nel backstage del dibattito Berlusconi-Occhetto e in un altro incentrato sulla giornata a Villa Certosa, dove si svolge la grande trattativa per non far cadere il governo».

Il momento di transizione alla Seconda Repubblica è delicato e controverso, e se ne parla ancora con interesse. Perché?

«Perché ha rappresentato la più grande rivoluzione politica e sociale dal dopoguerra. Infatti tutti abbiamo il ricordo vivo di quello che passava in tv allora, come il lancio delle monete a Craxi. L'immaginario di quegli anni ha segnato ogni italiano e soprattutto tutti hanno vissuto quel periodo con
l'aspettativa che aveva creato l'illusione di una rivoluzione che poi non c'è stata; e si capirà in questa nuova stagione, perché è l'anno della restaurazione. La classe politica intuisce come farsi gli anticorpi e Berlusconi si pone come il nuovo, quando nuovo non è affatto».

Molte le new entry: Luca Zingaretti (Paolo Mieli), Paolo Mazzarelli (Bossi), Vinicio Marchioni (D'Alema), Roberto De Francesco (Occhetto) e il mazarese Rosario Lisma (Roberto Maroni). Quanto è stato fondamentale il loro contributo?

«Il cameo di Luca è un simpatico omaggio a Paolo Mieli, mentre Lisma e Caprino, siciliani, hanno interpretato dei perfetti lombardi. La lingua è importante se devi descrivere personaggi come i leghisti, così radicati nelle loro tradizioni. Infatti la riproduzione dei personaggi storici è stato l'aspetto che abbiamo curato maggiormente. Tutti gli attori hanno fatto un grandissimo lavoro da questo punto di vista e dopo la conferenza stampa abbiano ricevuto tanti apprezzamenti».

L'attuale scenario potrebbe essere adatto ad una serie così?

«Sicuramente».

© Riproduzione riservata

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