Martedì, 25 Settembre 2018
CONSORZI BONIFICA

Interrogazione M5S
intervenga Ministro

Approda in parlamento la questione dei contributi di bonifica ritenuti ingiusti da migliaia di cittadini calabresi. Una interrogazione, presentata come primo firmatario dal senatore cosentino del Movimento 5 Stelle,  Francesco Molinari, e da altri 14 parlamentari come cofirmatari, ha portato all’attenzione del ministro delle Politiche Agricole e del ministro per gli Affari Regionali le criticità del sistema dei consorzi calabresi. Da qualche anno questi enti, le cui funzioni sono spesso sconosciute a buona parte dei cittadini-contribuenti che ricevono avvisi e cartelle di pagamento, impongono tasse in base ad un sistema singolare, diverso dal resto d’Italia. L’attuale sistema impositivo, non basato sul criterio del beneficio ma sulle spese di funzionamento, ha dato luogo ad un’elevata conflittualità con i consorziati-contribuenti, attraverso la presentazione di un alto numero di ricorsi davanti alle Commissioni Tributarie, e alla costituzione di un Comitato di cittadini che ha depositato presso il Consiglio Regionale una proposta di iniziativa popolare di modifica dell' art. 23, 1° c., L.R. n. 11/2003, sostenuta da circa 8.000 firme. I cittadini chiedono che il pagamento dei tributi avvenga solo se i propri terreni ricevono un reale beneficio da opere ed attività di bonifica, come avviene nel resto d'Italia e come confermato da un consolidato orientamento della Corte di Cassazione. Il Consiglio regionale non ha ancora preso in considerazione la proposta. Il sistema impositivo non è l’unico problema dei Consorzi calabresi. Bisogna fare chiarezza sui bilanci dei singoli Consorzi, sui forti squilibri economico-finanziari, sull’esposizione finanziaria nei confronti di Enti Previdenziali oltre a contenziosi  di varia natura, sugli stipendi dei livelli dirigenziali che non sempre sono proporzionati ai risultati di gestione. Un esempio eclatante il caso dell’ex Consorzio di Bonifica Sibari-Crati, posto in liquidazione con l’accertamento iniziale di un debito di 36 milioni di euro, per scoprirsi successivamente che il debito dello stesso Consorzio risultava essere di oltre 150 milioni di euro: chi pagherà questo debito? Tutti i cittadini? I consorziati dei nuovi consorzi nati dalle ceneri del vecchio Sibari-Crati? 

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