Martedì, 18 Settembre 2018
PROCESSO LANZINO

Deposizione in aula
della moglie di Carbone

cosenza, luigi carbone, processo lanzino, violenza sessuale, Cosenza, Calabria, Archivio

E’ ripreso in Corte d’Assise a Cosenza il processo per il feroce assassinio, dopo una brutale violenza sessuale di Roberta Lanzino, la studentessa di Rende uccisa il 26 luglio del 1988 lungo la strada di Falcona Albanese, sul tirreno cosentino. Oggi in aula a deporre, Anna Amendola, moglie di Luigi Carbone, il pastore scomparso per lupara bianca nell’’89 e ritenuto responsabile dell’omicidio di Roberta insieme a Franco Sansone, alla sbarra insieme al fratello e al padre, questi ultimi due accusati dell’omicidio di Carbone. Anna Amendola,  47 anni,  vive ormai da anni lontano dalla Calabria, ma il suo passato e i suoi ricordi sono importanti per ricostruire quelle terribili vicende, Ecco perché le è stato imposto, dopo alcuni rinvii di presentarsi oggi in aula davanti alla corte presieduta dal Giudice Antonia Gallo. Una lunga deposizione con tanti non ricordo e molte contestazioni da parte del PM per le dichiarazioni contrastanti con quanto rivelato durante altri interrogatori resi nel passato, ma quando ha rivissuto gli ultimi momenti trascorsi con il marito non ha potuto che confermare l'evidente preoccupazione che trapelava dai comportamenti e dalle parole dell'uomo che dopo essersi fatto accompagnare in località Peschiera dove risiedeva la famiglia Sansone, le disse che non sarebbe tornato a casa per la notte, aggiungendo una frase mozza: “Ma se non torno….” Che nei giorni successivi alla scomparsa assunse un significato ben preciso. Poi altri spezzoni della vita vissuta insieme a Carbone, un uomo che aveva conoscenze per ammissione della moglie nella criminalità, quelle mucche concesse da Sansone e mai retribuite, i soldi che misteriosamente arrivavano a casa sia che il marito fosse in carcere o recluso ai domiciliari, 500 mila lire alla volta e nessuna spiegazione da parte di un consorte poco avvezzo a rivelare particolari, i commenti sulla morte di Roberta Lanzino nei dialoghi tra Carbone e Franco Sansone ascoltati dalla Amendola nelle fasi delle ricerche, e poi dopo la sparizione nel nulla l'interessamento dell'attuale imputato per le ultime parole proferite dall'allevatore alla moglie e le domande sull'esistenza di un eventuale messaggio da leggere nel caso in cui non fosse rientrato a casa.

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