Martedì, 22 Ottobre 2019
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COSENZA

Cure agli invisibili
ottomila le visite

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foto gazzetta del sud

I risultati raggiunti in tre anni di lavoro illustrati in un incontro a Cosenza. L'attività dell'ambulatorio senza confini iniziata nel 2010 e destinata ai cosiddetti invisibili, immigrati irregolari  che non possono avere accesso alle cure. Il  report  reso noto nel corso dell'incontro svoltosi nella sede dell'Auser in piazza Spirito Santo. "L’ambulatorio medico senza confini “A. Grandinetti” è composto al suo interno da un gabinetto medico di medicina generale, un gabinetto odontoiatrico, uno oculistico, uno ginecologico ed uno ecografico. Dalla sua apertura ad oggi si è valso della collaborazione volontaria e gratuita di 5 medici di base, di 5 dentisti, 3 ginecologi, 2 cardiologi, 2 psichiatri, 1 psicologa, 1 ecografista, 1 ortopedico, 1 pediatra, 1 chirurgo, 1 oculista, 1 dermatologo e un pneumologo, coadiuvati da 12 volontari della nostra associazione. Per migliorare la comunicazione fra i medici e gli immigrati, è stato importante l’apporto di 4 mediatori culturali. I Pazienti assistiti sono stati complessivamente 3420 per oltre 8000 prestazioni. Le prestazioni hanno riguardato per oltre l’80% gli immigrati e i ROM, ma risulta significativa la richiesta di assistenza, principalmente specialistica da parte di italiani in stato di indigenza. Degli assistiti, visitati tutti in primo luogo dai medici generici, quelli risultati bisognosi di una prestazione specialistica sono stati circa 1400 di cui 800 dai dentisti, 250 dai ginecologi, e il resto suddiviso fra gli altri specialisti. L’ambulatorio si è avvalso della collaborazione di 2 centri d’analisi, per esami di laboratorio ed esami radiografici, di un consultorio familiare per esami di laboratorio e del Centro di Igiene Mentale. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione delle associazioni che lavorano assieme ai migranti all’interno di tutto il territorio provinciale." Nel corso della partecipata manifestazione è stato lanciato l'appello alle istituzioni. " SEmpre più frequenti negli ultimi tempi- hanno evidenziato i camici bianchi- la r8ichiesta di prestazioni da parte di cosentini che non possono permettersi l'accesso alle cure"

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