Lunedì, 16 Dicembre 2019
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CASO GENTILE

Nomina con polemiche
per sottosegretario

Non si lascia sfuggire neanche una parola il sostituto procuratore della DDA di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, titolare di una delle più scottanti inchieste degli ultimi tempi nel cosentino e che da giorni è al centro di commenti e polemiche su tutti i media nazionali. L’inchiesta della procura bruzia sulle cosiddette ‘consulenze d’oro’ all’ASP di Cosenza, finita anche sul tavolo della DDA . Il pm Bruni  si è trincerato dietro un comprensibile riserbo. Questo è il momento dell’analisi, dell’indagine approfondita, dei riscontri. Ogni commento sarebbe inopportuno. Le poche, scarne parole che si riescono ad ottenere dal sostituto procuratore antimafia. D’altronde l’inchiesta è finita prepotentemente alla ribalta nazionale per le  pressioni su L'Ora della Calabria  per non fare uscire la notizia da parte di Umberto De Rose presidente di Fincalabra e amico del sen. Gentile, il cui figlio risulta tra gli indagati per la vicenda degli incarichi legali. Il senatore appena ieri è stato nominato sottosegretario alle infrastrutture nel governo Renzi. Una nomina, imposta da Angelino Alfano, e  che i maggiori  giornali nazionali commentano negativamente, definendola quanto meno divisiva se non inopportuna come quella di altri tre o quattro sottosegretari. In Calabria a salutare con favore la nomina solo il governatore Scopelliti, fondatore con Alfano del Nuovo Centro Destra di cui il senatore è coordinatore regionale. Il presidente della regionale ha parlato di importante riconoscimento per tutti i calabresi e per la classe dirigente del Nuovo Centro Destra. Una bocciatura solenne invece arriva da Forza Italia. Jole Santelli,  parla di ‘buccia di banana su cui è scivolato Matteo Renzi. Se il nuovo governo in Calabria parte con questa presentazione, sottolinea la Santelli, è facile dire che il rottamatore si è autorottamato. Questa non è la mia Calabria, incalza,  la Calabria che vogliamo. Non è ciò che i calabresi meritano’. Evidenti l’imbarazzo e la contrarietà nel PD calabrese tant’è che il neo segretario regionale Magorno  parla di ‘grave errore del Nuovo Centro Destra’ e chiede a Renzi di rivedere la nomina. Poi, quasi a neutralizzare i malumori, assicura: ‘saremo interlocutori primari del Presidente Renzi, nel chiedere un cambio di passo deciso nei confronti della Calabria’.

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