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COSENZA

Provincia al voto dopo mesi di tensioni e veleni

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Provincia al voto dopo mesi di tensioni e veleni

Il giorno di Franco Iacucci. È arrivata la domenica dell’investitura formale per il braccio sinistro di Mario Oliverio chiamato a riportare la bandiera rossa in Piazza 15 Marzo dopo il breve intermezzo di Mario Occhiuto.

Sette liste

Lunedì 9 gennaio a mezzogiorno è scaduto il termine per la presentazione delle liste in corsa per il consiglio e i candidati alla presidenza. Sette le griglie depositate nel palazzone che fronteggia la statua di Bernardino Telesio e il teatro Rendano. Provincia Democratica che è riferimento del Partito democratico, Italia del Meridione di Orlandino Greco, Insieme per la Provincia che è una sorta di lista del presidente, Nuova Provincia-Ncd, Cosenza Azzurra che è il volto di Forza Italia, Il Coraggio di Cambiare del consigliere regionale Giuseppe Graziano, La Provincia che vuoi messa in campo dall’ex consigliere regionale Gianluca Gallo. Il Nuovo centro destra dei fratelli Gentile ha dato ancora una volta le spalle ai berluscones, confermando a livello locale la scelta nazionale schierandosi col Pd. È rimasto a metà del guado il Coraggio di cambiare. Nelle settimane passate su queste colonne Graziano ha chiarito che dovrà valutare tante cose poiché era per la candidatura di Mario Occhiuto, apprezza De Caprio ma conoscere Iacucci da trent’anni.

I presidenti

Inizialmente erano i candidature alla presidenza: il sindaco di Aiello Franco Iacucci che ha unito il centrosinistra e il collega di Orsomarso Antonio De Caprio che all’ultima curva era stato scelto da quel che rimane del centrodestra orfano di Mario Occhiuto. Ma il giorno dopo la presentazione formale, quando l’ufficio elettorale ha valutato gli elenchi e la documentazione allegata, è venuta fuori la clamorosa sorpresa.

L’esclusione

I “notai” provinciali hanno rigettato la candidatura di Antonio De Caprio poiché non ha raggiunto il numero di firme necessarie a sostenere la sfida per la guida di Piazza 15 Marzo. Il leader del centrodestra «ha visto bocciare la propria candidatura per non aver raggiunto il numero minimo di sottoscrizioni – ha spiegato ufficialmente Piazza 15 Marzo – una nota di per l’ammissibilità della candidatura determinato in almeno n. 269: difatti sono state riscontrate 267 sottoscrizioni riscontrate a seguito dei conteggi effettuati; poiché 9 sottoscrizioni sono state ritenute non valide, quelle valide sono n. 258. Si evidenzia però che, anche in presenza di 267 sottoscrizioni valide e quindi indipendentemente dalle esclusioni effettuate il candidato non avrebbe comunque raggiunto il numero minimo per l’ammissibilità della candidatura stessa».

Il pericolo giudiziario

Non c’è bisogno di raggiungere nessuna percentuale minima per l’unico aspirante presidente rimasto in lizza come invece avviene con i sindaci. Per giorni l’unico pericolo per l’uomo di punta del centrosinistra è stata la decisione del Consiglio di Stato che avrebbe potuto fare saltare le urne. Giovedì sera, però, è arrivata la decisione del supremo organo della giustizia amministrativa che ha respinto il ricorso di Mario Occhiuto confermando le elezioni per domani. Si voterà oggi dalle 8 alle 22 nella sede della Provincia, e subito dopo comincerà lo spoglio sino alla conclusione con l’indicazione più che del presidente, dei sedici nuovi consiglieri provinciali.

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