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CASSANO ALLO JONIO

Scoperti a coltivare marijuana, coppia finisce nei guai

di
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Scoperti a coltivare marijuana, coppia finisce nei guai

Arrestata una coppia scoperta a coltivare oltre trecento chili di marijuana pronta per a essere immessa sul mercato di droga dell’intera Sibaritide. Nella mattinata di ieri, gli infallibili mastini del Nucleo operativo della Compagnia Carabinieri di Corigliano, guidati del tenente Giuseppe Della Queva, hanno arrestato Giuseppe Falbo, di 37 anni, e la moglie Diana Rubini, di 35, entrambi cassanesi. Stando ad una prima ricostruzione degli avvenimenti, i coniugi sono stati sorpresi in contrada Murate, nelle aree rurali della frazione di Sibari, dove, in un terreno agricolo di loro proprietà, sembra erano intenti a coltivare 163 piante di canapa indiana dell’altezza media di circa un metro che avrebbero fruttato quasi due chili di droga per arbusto.

A seguito della scoperta i militari dell’Arma hanno eseguito anche una perquisizione domiciliare nel corso della quale, all’interno di un magazzino adibito a laboratorio artigianale, hanno rinvenuto tre bilance di precisione e una macchina per il confezionamento sottovuoto della droga. All’interno del magazzino, gli uomini del capitano della compagnia di Corigliano Francesco Barone, hanno sequestrato anche diciannove chili di marijuana essiccata e già confezionata, un’altra parte era ancora in fase di coltivazione. Una volta lavorata, l’intera piantagione avrebbero fruttato quasi trecento chili di marijuana che, immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre un milione e duecentomila euro. Dopo i controlli di rito, l’autorità giudiziaria ha disposto l’arresto di Falbo e il trasferimento alla casa circondariale di Castrovillari, mentre la moglie è stata rimessa in libertà. I coniugi sono ora in attesa di giudizio.

L’operazione rientra all’interno dei servizi finalizzati al contrasto dei reati in materia di stupefacenti. A collaborare all’operazione, oltre ai militari del nucleo operativo, guidati dal tenente Giuseppe Della Queva, anche i carabinieri della Tenenza di Cassano agli ordini di Michele Fiorenzo Dileo. L’ennesima importante inchiesta porta la firma del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla.

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