Domenica, 15 Settembre 2019
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SANTA SOFIA D'EPIRO

La donna lituana è morta per causa naturali

di
ina jurjeva, Cosenza, Calabria, Archivio
La donna lituana è morta per causa naturali

Più passano le ore e più si rafforza la convinzione, quasi certa, da parte degli inquirenti, di inquadrare come accidentale la morte di Ina Jurjeva, la 42enne originaria della Lituania, bracciante agricola, rinvenuta cadavere sabato mattina nella sua abitazione di Vico Cieco, una traversa della centralissima via Moroiti di Santa Sofia d’Epiro, nel Cosentino. E si va, quindi, verso l’ esclusione definitiva della pista del delitto che, all’inizio, era stata inserita, insieme ad altre, nel ventaglio delle piste da seguire.

Il giallo di Pasqua inizia la notte di Venerdì Santo quando il compagno di Ina, Krysto Rublan, operaio ucraino di 43 anni, chiede telefonicamente aiuto ad un suo amico che, conoscendo le abitudini della coppia (continui litigi e uso eccessivo di alcolici), pensa si tratti del solito copione. Nulla di grave.

Ma, l’indomani mattina, non vedendoli in giro, il connazionale di Krysto si preoccupa e, con un carabiniere della locale stazione, va nell’abitazione di Vico Chiuso e trova l’uomo ubriaco e in stato confusionale e la donna già morta distesa sul letto. L’uomo viene trasferito all’Ospedale dell’”Annunziata” di Cosenza.

Vanno dunque verso la direzione della morte accidentale i risultati delle indagini (avviate dai carabinieri della locale stazione guidata dal maresciallo Giovanni Rega e con il coordinamento del comandante della Compagnia di San Marco Argentano, il capitano Giuseppe Abrescia) e supportate dai rilievi della Scientifica del Nucleo investigativo del Reparto provinciale dell’Arma e dall’ispezione cadaverica che non ha riscontrato ferite nel corpo della donna (tranne una lieve escoriazione dietro al capo ) e nessun segno di violenza. Il caso viene seguito dalla procura di Castrovillari con a capo Eugenio Facciolla. A rafforzare ulteriormente la tesi della disgrazia, il comportamento del compagno di Ina, l’operaio ucraino, che non è scappato ed ha chiesto aiuto. Per chiudere definitivamente il cerchio e ricomporre il mosaico del giallo di Pasqua bisogna però attendere l’autopsia. Le cause e l’ora della morte sono le risposte più importanti che gli inquirenti aspettano di conoscere. L’esame autoptico verrà effettuato a breve, nell’obitorio dell’Ospedale “Ferrari” di Castrovillari, non appena sarà rintracciato, per correttezza della prassi giudiziaria, uno dei familiari della vittima. E, nell’impossibilità di tale circostanza, a rappresentare la famiglia della Jurjeva potrebbe essere lo stesso Rublan, incensurato e non indagato in questa vicenda, che attualmente è ospite di amici a Santa Sofia d’Epiro essendo posta sotto sequestro la casa dove la coppia viveva ed è avvenuta la tragedia.

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