Martedì, 23 Luglio 2019
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CORIGLIANO-ROSSANO

Rivolta in carcere, sette agenti aggrediti nel braccio dei terroristi

di
carcere, corigliano, Cosenza, Calabria, Archivio
Rivolta in carcere, sette agenti aggrediti nel braccio dei terroristi

Ennesima aggressione ai danni degli agenti di polizia penitenizaria dei carcere di contrada Ciminata Greco. Questa volta l’aggressione è avvenuta per mano di detenuti reclusi per reati inerenti al terrorismo internazionale. L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio ed ha visto coinvolti in tutto sette agenti, ossia cinque agenti della polizia penitenziaria, un sovrintendente e un ispettore. Ad aggredirli tre detenuti rinchiusi nel settore di alta sicurezza e, come detto, condannati per reati di terrorismo internazionale. A quanto si è appreso i tre detenuti erano stati colpiti da un rapporto disciplinare al quale hanno reagito inscenando una violenta protesta fino ad arrivare a devastare le celle in cui erano reclusi. Alla luce di quanto compiuto i tre sono stati trasferiti presso il reparto di isolamento, ma anche in questi caso la loro reazione è stata alquanto violenta e ha portato a riversare la loro rabbia contro il personale intervenuto. Tutti gli agenti dopo l’aggressione hanno dovuto fare ricorso alle cure sei sanitari dell’ospedale “Nicola Giannettasio” riportando escoriazioni, contusioni ed ecchimosi varie, mentre uno di loro ha riportato la frattura di un dito. Sul grave episodio è intervenuto il segretario aggiunto del Sappe Giovanni Battista Durante che ha inteso esprimere la solidarietà a nome proprio e del sindacato ai colleghi. Al momento carcere di Corigliano Rossano ci sono 215 detenuti, dei quali circa 80 sono nel reparto media sicurezza e il restante nell'alta sicurezza; di questi 22 sono gli AS2, ristretti per reati di terrorismo internazionale.

L’ultima aggressione registrata ai danni di un agente di polizia penitenziaria nel reclusorio di Corigliano Rossano risale a poco più di un mese fa. Il fatto si era verificato il 26 febbraio quando un assistente capo della polpen a causa di una aggressione di un detenuto nigeriano che gli aveva lanciato addirittura addosso una stufa era finito in ospedale dove gli era stata riscontrata la frattura del setto nasale, con prognosi di 30 giorni.

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