Domenica, 23 Settembre 2018
COSENZA

Viale Mancini dimezzato, caos e speranze

di
viale mancini, Cosenza, Calabria, Archivio
Viale Mancini dimezzato, caos e speranze

Ci siamo, è il sabato del... giudizio. Niente riposo ma duro lavoro contro caos e problemi perché oggi scatterà la chiusura d’una delle due carreggiate di viale Giacomo Mancini per lasciare spazio al mega cantiere che dovrà realizzare il Parco del Benessere. Dalla sopraelevata ai “Due fiumi” chilometri di verde, spazi pubblici, aree di sport, fontane e molto altro il mezzo al quale correrà il trenino elettrico che poi proseguirà per il restante tratto del vialone prima di svoltare verso Rende e infine raggiungere l’Università della Calabria. Un’opera straordinaria che almeno in partenza costerà 160 milioni di euro. Ma ci sono pochi dubbi: la cifra lieviterà.

La prova dell’8

Sabato 8 settembre resterà nella piccola grande storia cosentina non solo e non tanto per il ricordo dell’armistizio del 1943 tra il Regno d’Italia e gli Alleati quanto perché oggi comincerà la prova della città che dopo il blocco della magistratura deciso negli anni passati per la maxi inchiesta su viale parco, dovrà rifare i conti con la mancanza della cruciale lingua d’asfalto. Perdippiù, ancora in attesa della viabilità alternativa garantita dalla strada lungo l’argine destro del Crati, per correre verso nord bisognerà contare solo su via Popilia a doppio senso di circolazione e via 24 maggio a senso unico. Verso sud viaggerà l’unica carreggiata che al momento resterà aperta, quella est, ora usata in senso opposto. Già disegnata la nuova segnaletica orizzontale e montata quella verticale. Ieri qualche malinteso sulla prima, poi sanato dalla polizia municipale.

Noi non ci sta

Tra i più determinati oppositori della tranvia c’è il movimento Noi che annuncia di avere allertato il ministro dell’ambiente: «Abbiamo voluto scrivere un appello accorato al Ministro Costa – ha dichiarato il portavoce nazionale Fabio Gallo – per riaprire i termini di una “grande opera” che, così come progettata, è inutile e invasiva per la Città. Si valuta che l’impegno finanziario supererà 200 milioni di Euro di fondi pubblici».

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