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Il prefetto di Cosenza indagata per corruzione, "mazzetta" da un'imprenditrice

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Paola Galeone

Corruzione. Il prefetto di Cosenza, Paola Galeone è indagata per aver intascato, in un bar del capoluogo bruzio, 700 euro che aveva richiesto a una imprenditrice.

Il rappresentante del Governo posto alla guida della provincia più vasta della Calabria, è stata denunciata dalla vittima alla quale avrebbe proposto di emettere una fattura fittizia per 1220 euro con l'obiettivo di intascare la parte del fondo di rappresentanza accordato ai singoli prefetti che era rimasta disponibile alla fine dell'anno.

Settecento euro sarebbero andati alla Galeone e 500 all'imprenditrice – questo il piano – come regalo per la disponibilità mostrata. Di fronte alla singolare proposta ricevuta peraltro nell'ufficio del Palazzo di Governo, l'imprenditrice è rimasta basita. Anzi, come confermato al nostro giornale, letteralmente scioccata. Era come se fosse tutto normale.

L'accordo prevedeva la consegna della somma pattuita in un luogo pubblico quasi si trattasse di uno scambio di regali. Il dono natalizio era una busta con i soldi e la dazione doveva essere preceduta da un “sms” a conferma pure della emissione della fattura di “copertura” richiesta. Rientrata a casa e riferito quanto accaduto ai propri familiari, l'imprenditrice ha deciso di denunciare tutto alla polizia.

Come può ben comprendersi una scelta doverosa ma non semplice da prendere per la donna, considerato che si trovava di fronte a una proposta equivoca fatta però da un prefetto della Repubblica. Accogliendo tuttavia l'appello che più volte la magistratura ha reiterato in questi mesi, l'imprenditrice non solo ha raccontato tutto in piena notte al capo della squadra mobile, Fabio Catalano, ma ha pure coraggiosamente deciso di andare fino in fondo.

Pertanto, fissato l'incontro nel bar scelto dalla Galeone, s’è presentata con la busta contenente le banconote fotocopiate dagli investigatori e con indosso degli strumenti di alta tecnologia necessari a registrare il colloquio che è stato pure videoripreso. Il massimo responsabile dell'Ufficio territoriale del Governo è stato avvicinato dalla polizia all'uscita del bar, a conclusione dello “scambio di auguri”.

Nella borsa che aveva con sé c'erano i soldi. Cosa si siano dette le due donne nella conversazione captata dagli inquirenti nell'esercizio pubblico non è dato sapere. Il riserbo istituzionale e giudiziario sulla vicenda è assoluto. È logico supporre che gli uomini del questore Giovanna Petrocca abbiano ovviamente inviato un dettagliato rapporto sui fatti al procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo.

Scontato appare che l'alto magistrato sia stato inoltre informato di tutto passo dopo passo. Come è lecito immaginare che lo sia stato pure il capo della polizia, Franco Gabrielli e, di conseguenza, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

L'imprenditrice che ha deciso di collaborare con le forze dell'ordine sta vivendo ore di tensione e ansia. Visto il livello del personaggio coinvolto appare normale. Gli uomini della Mobile, nei giorni scorsi, hanno compiuto delle acquisizioni di documenti in prefettura. La circostanza, che non trova riscontri ufficiali, ci è stata confermata da personale interno. Ferma restando la presunzione di innocenza dell'alto dirigente del ministero dell'Interno, questi sono i fatti che la Gazzetta è stata in grado di ricostruire.

Paola Galeone, guida la prefettura dal 23 luglio del 2018. Il medesimo incarico ha ricoperto, dal 2014 per quattro anni, a Benevento. In precedenza è stata vice commissario del Governo nel Friuli Venezia Giulia, mentre ha svolto le funzioni di vicario del prefetto prima a Cosenza (2008-2009) e poi a Campobasso (2010-2013). È entrata nell'amministrazione civile dell'Interno nel dicembre 1987 ed assegnata alla prefettura di Taranto dove ha ricoperto diversi incarichi.

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