Sabato, 31 Ottobre 2020
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L'INCHIESTA

Rapporto riservato sul focolaio di Villa Torano, già a marzo il primo contagio

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Villa Torano

Un rapporto riservato. Stilato dal dipartimento di Prevenzione dell'Asp di Cosenza e inviato ai carabinieri del Nas e alla Procura della Repubblica. Nel documento, firmato dal direttore, Mario Marino, sono ricostruite tutte le fasi dello sviluppo del focolaio che ha investito "Villa Torano".

La ricostruzione parte dalla "paziente zero" cioè la donna portata in ospedale con grave alterazione della temperatura corporea e problemi respiratori lunedì 13 aprile, il giorno di Pasquetta. La donna, che successivamente perirà nel nosocomio dell'Annunziata di Cosenza, era dunque evidentemente infettata dal Covid-19 da almeno due settimane e questo spiegherebbe la rapida diffusione del virus nella casa di cura privata e il numero elevato di contagiati, 105, tra degenti, operatori sanitari e loro contatti.

Il focolaio si scoprirà sia attraverso i tamponi fatti in autonomia dai medici di "Villa Torano", sia grazie al lavoro successivo fatto dagli "specialisti" della sanità pubblica. Il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, ha aperto una inchiesta per omicidio colposo ed epidemia colposa che vede indagati l'amministratore e il direttore sanitario della casa di cura e il report "segreto" redatto dall'Asp, potrebbe rivelarsi molto utile ai fini dello sviluppo delle indagini.

Qualcuno ha sottovalutato i sintomi della "paziente zero"? Saranno i magistrati inquirenti a dare delle risposte. Nella struttura per effetto del contagio sono morte sei persone. Si doveva intervenire prima richiedendo ai primi sintomi febbrili della "paziente zero" l'esecuzione di tamponi?

La domanda attende una risposta anche perché subito dopo l'azione e l'intervento dell'Asp la situazione è tornata lentamente sotto controllo. Oggi i degenti di "Villa Torano" sono quasi tutti "negativizzati" e l'intero focolaio fa registrare un sostanziale arretramento dell'infezione.

Al momento i pazienti positivi sono complessivamente 52 (50 in isolamento domiciliare e 2 ricoverati) secondo il bollettino diffuso dal Dipartimento di Prevenzione. Chiarezza sull'intera vicenda chiede pure il sindaco di Torano, Lucio Franco Raimondo che annuncia come il Comune sia pronto a diventare "parte attiva" nel procedimento penale. I sei decessi potevano essere evitati? Una domanda che potrebbe presto trovare delle risposte

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