Domenica, 26 Settembre 2021
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CORIGLIANO ROSSANO

Crati esondato, monsignor Satriano: “Solidarietà alla comunità di Thurio e Apollinara”

Lo sfogo del consigliere regionale Molinaro: «L’annosa problematica, è ben conosciuta dagli Uffici regionali preposti che hanno competenze sui fiumi»
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Esondazione fiume Crati

Monsignor Giuseppe Satriano non dimentica la Sibaritide, soprattutto in un momento delicato. «All’indomani dell’inizio del mio ministero episcopale nell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, rimanendo ancora Amministratore Apostolico della Chiesa che è in Rossano-Cariati, sento il bisogno di esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla comunità parrocchiale di Thurio e Apollinara, colpite di nuovo dall’esondazione del Crati. Alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni, assicuro la mia preghiera. Ringrazio don Cosimo Galizia per la sollecitudine che, soprattutto nei momenti di emergenza, dimostra nei confronti delle persone a lui affidate. Sono vicino anche alle istituzioni e a quanti si stanno adoperando perché l’annoso problema che causa questi fenomeni sia risolto alla radice. Purtroppo, l’andamento dei contagi causati dal Covid-19 è preoccupante. Sono vicino con l’affetto e la preghiera a quanti stanno vivendo tutti i disagi provocati dalla pandemia. Come Chiesa diocesana rimaniamo sempre disponibili a sostenere le famiglie in difficoltà. Esorto tutti a sentirsi responsabili dell’incolumità propria e degli altri, ribadendo l’urgenza e la necessità di adottare le misure stabilite per il contenimento della diffusione del coronavirus. Ringrazio tutti gli operatori sanitari e quanti si stanno adoperando affinché a nessuno manchi il conforto e le cure necessarie in questo momento così delicato».

Molinaro sconcertato

L'esondazione del Crati non è passata sottotraccia anche nel mondo politico. Il consigliere regionale Pietro Molinaro chiede lumi. «Si è verificata l'ennesima rottura degli argini del Fiume Crati nell’area del comune di  Corigliano-Rossano, con la conseguente esondazione che ha messo in pericolo le persone,  isolato le frazioni e le attività zootecniche e allagato gli agrumeti. I segnali di allerta massima c’erano stati. Questo – commenta – è un ulteriore evento, non può essere più considerato imprevedibile o rubricato come calamità naturale. L’annosa problematica, è ben conosciuta dagli Uffici regionali preposti che hanno competenze sui fiumi. La Sibaritide, è area di grande importanza per l’agricoltura, il turismo, le vestigia storiche-archeologiche che, già nel 2013, a causa dell’alluvione, sempre per le medesime cause,  vide sommerso il Parco archeologico. Da allora, promesse di intervento, piani, finanziamenti ma di fatto si è fatto poco o niente ma di fatto si è fatto poco  o niente per il consolidamento delle sponde e la pulizia dell’alveo».

L'excursus

«Da novembre 2018 - continua l’esponente politico - siamo al terzo episodio di allagamento con danni notevoli agli agricoltori e allevatori e cittadini. Se consideriamo i tanti soldi pubblici spesi con i famosi "pronto interventi" possiamo dire che abbiamo speso molto di più e senza aver risolto alla radice il problema. Una vera follia che non fa rima con la cultura della prevenzione».

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