Lunedì, 20 Settembre 2021
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LA DENUNCIA

Cosenza, lo sfogo del messinese Santapaola: “Isolato dalla squadra per il mio cognome”

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Isolato dalla squadra per una settimana e costretto a lasciare il convitto

Le colpe dei padri possono ricadere sui figli? Anche nel calcio che conta sembra di sì, visto quello che sta succedendo nella squadra del Cosenza, che calca i campi in serie B. Quei campi che adesso sono diventati improvvisamente proibiti per un suo giocatore, il promettente calciatore messinese Pietro Junior Santapaola, classe 2003, grande promessa del calcio peloritano che a gennaio ha fatto il gran salto dalla D alla B con la sua valigia carica di speranze. In una denuncia che il suo avvocato Salvatore Silvestro ha presentato ieri in Procura, a Cosenza, Santapaola e sua madre, perché lui è ancora minorenne, raccontano una storia molto particolare: Pietro junior da qualche giorno è stato completamente emarginato dalla squadra per il suo cognome “pesante”, visto che il padre è stato ed è implicato a Messina in fatti di mafia, ma la donna e il ragazzo “gridano” nella denuncia che lui, con gli ambienti criminali, non ha mai avuto niente a che fare.

Cresciuto nel Messina Sud, Santapaola è poi passato al Catania ad appena 11 anni, prima del rientro nel Città di Messina, ed ha ottenuto parecchie convocazioni nelle rappresentative regionali e nazionali. Ha militato per una stagione con l'Fc Messina e la scorsa estate si era trasferito al Licata. Poi, a gennaio, il grande salto al Cosenza, che s'è trasformato in un sogno infranto. «Per circa una settimana - si legge nella denuncia - il minore è stato emarginato dal resto dei suoi compagni, allo stesso è stato impedito di proseguire gli allenamenti e, di conseguenza, non è stato convocato per lo svolgimento della partita che si doveva tenere il giorno 7 marzo». Ed ancora: «Nonostante la volontà del Santapaola di continuare a coltivare il suo sogno, ribadendo, spesso in lacrime, la sua totale estraneità a contesti delinquenziali ed evidenziando come nessuna colpa gli si potesse addebitare per il semplice rapporto di filiazione, in data 10 marzo, lo stesso è stato definitivamente allontanato dalla squadra e costretto a lasciare il convitto dove risiedeva».

E adesso, di tutta questa vicenda, se ne occuperà la magistratura, visto la denuncia nei confronti del legale rappresentante del Cosenza Calcio, il presidente Eugenio Guarascio, ipotizzando violenza privata e minacce.

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