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VENERDÌ

Coronavirus, sindacati in piazza: vaccini e sanità diritto per tutti

I sindacati hanno chiesto di incontrare, al termine del sit-in, il prefetto di Cosenza, «per esprimere le preoccupazioni di cittadini, lavoratori e pensionati e chiedere una forte attenzione del Governo nazionale e del Ministro alla Salute»

Cgil, Cisl e Uil comprensoriali e territoriali di Cosenza hanno reso noto che venerdì 19 marzo, in piazza XI Settembre, con inizio alle 10, si svolgerà, nel pieno rispetto delle norme anti pandemia, la manifestazione "Vaccini e Sanità diritto per tutti”. Con questa iniziativa, che segue la presentazione di un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Cosenza e presso la Corte dei Conti-Sezione Giurisdizionale per la Calabria, finalizzato all'accertamento delle responsabilità per ritardi e disfunzioni nella campagna di vaccinazione anti Covid-19,  si vuole rivendicare il diritto ad una somministrazione efficace e trasparente dei vaccini, il superamento dei ritardi cronici nell’implementazione del piano attuativo Covid, la garanzia del diritto alla salute oggi negato.

«Cgil, Cisl e Uil - è quanto hanno scritto, in una nota, Umberto Calabrone (CGIL Cosenza),  Giuseppe Guido (CGIL Pollino-Sibaritide-Tirreno),   Giuseppe Lavia (CISL Cosenza) e Roberto Castagna (UIL Cosenza) -  chiedono risposte alle criticità evidenziate sul versante della campagna di vaccinazione che vede la Calabria, in base ai dati forniti dal Governo, ultima, ad oggi, per dosi somministrate. Alle 6.01 di questa mattina, su 256.500 dosi consegnate, ne erano state somministrate 176.156, pari al 68,7%, a fronte di una media italiana dell’80%. In sostanza, da giorni non si riesce a raggiungere le percentuali di somministrazioni delle altre regioni. Sono disponibili ad oggi circa 80.000 dosi che non si riesce a somministrare e ce ne sono migliaia che non si sa che fine abbiano fatto. Nello stesso tempo, Cgil, Cisl e Uil comprensoriali e territoriali denunciano l'assenza di trasparenza su categorie e beneficiari, la scarsa equità ed uniformità nei criteri adottati nella distribuzione delle dosi sui territori, con Comuni in gravissimo ritardo rispetto ad altri perché hanno ricevuto dosi in quantità molto minori. Ma soprattutto, di fronte ad una campagna vaccinale diventata un’emergenza nell'emergenza, Cgil, Cisl e Uil chiedono risposte sulle assunzioni dedicate previste, perché anche la Calabria possa accelerare la velocità delle somministrazioni, a partire dalle prossime settimane, quando è previsto un deciso incremento della quantità di dosi consegnate. Intanto, ad oggi il piano attuativo per il contenimento dell’emergenza Covid, con le misure previste, resta in gran parte inattuato, così come non è stato completato il piano di assunzioni di personale dedicato nelle Usca e nell'Adi Covid, con le assunzioni degli infermieri di comunità ferme al palo, mentre la terza ondata sta colpendo il Paese con forza drammatica e le strutture sono in affanno. In questo caos disorganizzato, l'Asp di Cosenza ed il suo Commissario La Regina dovrebbero procedere all'adozione dell'atto aziendale, aprendo il confronto con le organizzazioni dei lavoratori, per ricostruire la disastrata offerta sanitaria ospedaliera e la medicina del territorio, sbloccando almeno le già insufficienti assunzioni previste ed autorizzate, sulla base delle linee guida scritte e riscritte dal Commissario ad Acta Guido Longo che, lasciato solo e senza squadra perché tutto resti come prima, sembra essersi smarrito definitivamente».

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di incontrare, al termine del sit-in, il prefetto di Cosenza, «per esprimere le preoccupazioni di cittadini, lavoratori e pensionati e chiedere una forte attenzione del Governo nazionale e del Ministro alla Salute in particolare sulla situazione di caos e di emergenza nell'emergenza che il territorio provinciale vive, perché “Vaccini e Sanità per tutti” dovrebbe essere un diritto anche nel territorio provinciale: se il nuovo Commissario Figliolo si dice “preoccupato per la Calabria”, lo sono ancor di più i cittadini che pagano da anni, sul piano della salute e sul piano economico, i costi di una Sanità allo stremo».

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