Venerdì, 23 Luglio 2021
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LA PROTESTA

Calabria, tirocinanti bloccano la SS 106 nel Cosentino

Continuano le azioni di protesta dei tirocinanti calabresi, che questa mattina hanno occupato e bloccato la strada statale 106 Ionica nel tratto compreso Sibari e Corigliano-Rossano, nel Cosentino. Su posto sono presenti le forze dell’ordine. I manifestanti, che chiedono di essere stabilizzati negli enti in cui lavorano, annunciano ancora altre azioni eclatanti e hanno già incrociato le braccia nei Comuni e negli altri enti pubblici in cui sono ancora impiegati. Già nei giorni scorsi, i lavoratori avevano bloccato la strada d’accesso per l’aeroporto di Lamezia Terme e la statale 280 che collega Catanzaro all’autostrada A2».

Sinistra Italiana al fianco dei tirocinanti

Era il 2006,da quando 6520 lavoratori della mobilità in deroga sono stati trasformati in tirocinanti, ossia, in “ Ectoplasmi del Precariato”. Di questi 4710 sono stati impiegati negli enti pubblici, 843 nel Ministero della Giustizia e distribuiti negli uffici dei Palazzi di Giustizia calabresi,567 nell’area del MIBACT e assegnati nei musei e nei parchi archeologici, e 400 impiegati nelle scuole come assistenti di base. Quindici anni di aspettative, di ansie, di speranze tradite, di lavoro e di fatica effettivamente espletati nella Pubblica Amministrazione con stipendi, si fa per dire, di 500 euro mensili, privi di ogni diritto, senza dignità, factotum impiegati in percorsi formativi che non si sono mai tradotti in lavoro per padri e madri di famiglia che il posto di lavoro lo avevano e che hanno perso, poi parcheggiati nel piazzale di attesa della mobilità in deroga e infine gettati nelle acque stagnanti dei tirocini, in quel limbo dove ha imperato l’eterna attesa che il tirocinio si potesse trasformare in contratto di lavoro vero, con salari dignitosi e con il riconoscimento dei diritti previsti nel CCNL.

Ma nulla è eterno, nemmeno i tirocini e alla fine del tunnel non si intravede nemmeno uno spiraglio di luce. Il percorso formativo dei lavoratori tirocinanti non si è concluso con il raggiungimento dell’obiettivo tanto agognato del LAVORO, ma con la fin, già sopraggiunta nei mesi scorsi, di migliaia di contratti, mentre per i restanti tirocinanti ancora all’opera questi scadranno a settembre. Alle fila interminabili di disoccupati, agli inattivi, ai precari interinali, cococo calabresi dobbiamo sommare anche i tirocinanti con le loro famiglie prive di reddito o monoreddito spesso derivante dalle pensioni. La Calabria è una bomba sociale ad orologeria, mentre le ndrine si arricchiscono e lubrificano con il loro “grasso rancido” le catene di montaggio del crimine e del malaffare, le uniche che funzionano e che muovono un’economia drogata e illegale, fondata sull’illegalità. I tirocinanti sono lavoratori che meritano risposte risolutive e non di essere sfruttati dallo Stato e dalle sue diramazioni istituzionali che invece dovrebbero tutelare e regolarizzare, restituendogli la tranquillità e invece anche l’ultima interlocuzione fra Regione Calabria e il tavolo interministeriale guidato dalla Funzione Pubblica è fallita miseramente così come il tentativo di proroga dei contratti da inserire nel Decreto Sostegni.

Sinistra Italiana della Calabria è solidale e si pone decisamente al fianco dei lavoratori tirocinanti.

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