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L'INCHIESTA

Cosenza, l’assessore (sospeso) De Cicco ricorre al Riesame per la revoca degli arresti

di
L’amministratore del capoluogo bruzio coinvolto in un giro illegale di gioco d’azzardo
Cosenza, Cronaca
Francesco De Cicco

Francesco De Cicco affida le sue speranze di tornare in libertà al Riesame di Catanzaro. Le dichiarazioni spontanee rese davanti al Gip non gli sono valse la revoca della misura cautelare. L’assessore sospeso del comune di Cosenza è indicato dalla Dda di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, come il presunto componente di uno dei sodalizi presenti nella città bruzia e a Rende specializzati nella gestione del gioco d’azzardo e delle scommesse. Un’accusa pesante, basata su intercettazioni, accertamenti e dichiarazioni di collaboratori di giustizia contenuti nell’ordinanza firmata da Alfredo Ferraro nei confronti di 202 indagati. L’intelaiatura dell’inchiesta è stata costruita dal procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla e dai pm antimafia Vito Valerio, Corrado Cubellotti e Margherita Saccà sulla base delle investigazioni svolte da poliziotti, carabinieri e finanzieri per cinque lunghi anni. De Cicco, difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Cristian Bilotti, si è sempre protestato innocente ribadendo davanti al Gip la propria estraneità a contesti delinquenziali. L’udienza davanti al Tdl dev’essere ancora fissata. Al cospetto dei giudici del Riesame, giovedì, comparirà invece l’ex assessore di Rende, Pino Munno, difeso dall’avvocato Vincenzo Belvedere. L’esponente politico è accusato di aver mantenuto rapporti equivoci con le cosche “confederate” rendesi al fine di ottenere sostegno elettorale alle Amministrative del 2019. Pure Munno si protesta innocente. Al Tribunale della libertà di Catanzaro hanno avanzato ricorso anche gli avvocati Gian Domenico Caiazza e Nicola Carratelli, legali del sindaco (sospeso) di Rende, Marcello Manna, a sua volta finito agli arresti domiciliari perché sospettato di avere ottenuto il sostegno del gruppo mafioso dei D’Ambrosio alle Comunali di tre anni fa. Toccherà ai giudici catanzaresi valutare la richiesta di revoca della misura sollecitata dai penalisti.

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