Domenica, 28 Novembre 2021
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ELEZIONI

Cosenza, crac ispirato dalla voglia di cambiamento?

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L’unica chiave di lettura del clamoroso crollo al ballottaggio dell’area moderata sta nel desiderio di chiudere col passato

La consistenza livida e spossata dei numeri del ballottaggio disegna smorfie che affondano nell’incertezza di questi giorni. Si scava tra le macerie di una contabilità che non torna. Si cercano indizi per comprendere le cause del cataclisma elettorale che ha squarciato il tempio del centrodestra. Si tentano improponibili confronti col passato dimenticandosi che il presente diventa, inevitabilmente, l’anno zero per tutti, uno spartiacque nella storia politica cosentina. Una storia costruita dai successi di quella coalizione moderata che qui, per dieci anni, aveva dominato e che aveva in testa di restare ancora a lungo dopo aver incassato il ticket alla Regione. Ma in quindici giorni il mondo politico cosentino è finito sottosopra. Il passo è divenuto incerto, il respiro è piegato in affanno. E lo scarto dei 4.790 voti di vantaggio, incassati al primo turno, è andato disperso. Lunedì pomeriggio Francesco Caruso ha chiuso alle spalle di Franz con 3.798 preferenze di ritardo. Una rivoluzione che tocca, complessivamente, 8.588 schede, voti sprofondati nel buio delle trame. Un terremoto che ha scosso le pareti nelle segreterie dei partiti dell’alleanza moderata dove gli strateghi conoscevano bene i sondaggi, e pur sapendo delle previsioni che annunciavano l’arrivo di una tempesta gelida dal fronte sinistro, speravano di poter resistere, conservando il governo cittadino.

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